22/03/2025
Ogni peccato genera colpa e pena che ostacolano la
comunione con Dio. La colpa viene rimessa con la confessione, la pena
con altre molteplici opere buone. La indulgenza è totale o parziale e
valevole per i vivi e i defunti. La indulgenza è “amministrata” dalla
Chiesa.
La Penitenzieria Apostolica ha diffuso le norme per la concessione
dell’indulgenza plenaria nel Giubileo 2025. Potranno ricevere
l’indulgenza i fedeli “veramente pentiti”, “mossi da spirito di carità”,
“che, nel corso del Giubileo, purificati attraverso il sacramento della
penitenza e ristorati dalla Santa Comunione – si legge nel testo –
pregheranno secondo le intenzioni del Sommo Pontefice”. L’indulgenza
potrà essere applicata “in forma di suffragio alle anime del
Purgatorio”.
I fedeli potranno ottenere l’indulgenza intraprendendo un pellegrinaggio
verso qualsiasi luogo sacro giubilare, verso almeno una delle quattro
Basiliche Papali Maggiori di Roma, in Terra Santa o in altre
circoscrizioni ecclesiastiche, e prendendo parte a un momento di
preghiera, celebrazione o riconciliazione. Poi, ancora, “visitando
devotamente qualsiasi luogo giubilare” e vivendo l’adorazione
eucaristica, concludendo con il Padre Nostro, la Professione di fede e
Invocazioni a Maria.
In caso di gravi impedimenti, i fedeli “veramente pentiti che non
potranno partecipare alle celebrazioni, ai pellegrinaggi o alle visite”,
potranno conseguire l’indulgenza giubilare alle stesse condizioni se
“reciteranno nella propria casa o là dove l’impedimento li trattiene, il
Padre Nostro, la Professione di Fede in qualsiasi forma legittima e
altre preghiere conformi alle finalità dell’Anno Santo, offrendo le loro
sofferenze o i disagi della propriavita”.
Altre modalità sono le “opere di misericordia e di penitenza, con le
quali si testimonia la conversione intrapresa” e la visita “ai fratelli
che si trovino in necessità o difficoltà (infermi, carcerati, anziani in
solitudine, diversamente abili… ), quasi compiendo un pellegrinaggio
verso Cristo presente in loro”. L’indulgenza potrà essere ottenuta anche
“astenendosi, in spirito di penitenza, almeno durante un giorno da
futili distrazioni (reali ma anche virtuali) e da consumi superflui,
nonché devolvendo una proporzionata somma di denaro ai poveri, o
sostenendo opere di carattere religioso o sociale, in specie a favore
della difesa e protezione della vita”.
04/03/2025
La quaresima, il cammino liturgico che abbiamo iniziato, si apre con il
ricordo del soggiorno di Gesù nel deserto. Un ritiro segnato da rinunce
e prove, da tentazioni e vittoria.
Il deserto, con la solitudine ed il silenzio che comporta, offre
anche un fertile terreno per pensare e riflettere. Pensare e riflettere
significa ricordare e riordinare - guidati da una retta coscienza e da
un responsabile uso della libertà - ciò che si è visto, ascoltato,
sperimentato.
Il pensiero, allora, è la colonna vertebrale che mantiene eretta la
persona e le permette di guardare e vedere attorno, oltre, in alto.
Non fuggiamo dunque dal deserto, coltiviamolo anzi! Esso non è luogo
di solitudini sterili e deprimenti, bensì un potenziale giardino con
fiori e frutti!

25/02/2025
Entrare in una chiesa, anche quando non vi si celebrano riti
particolari, non comporta necessariamente uscire dal mondo in cui
quotidianamente viviamo,
ma entrare in un altro mondo ricco ed arricchente.
Il mondo del silenzio, della riflessione, del comunicare e
dell’ascoltare senza il suono delle parole:
un mondo “altro”, il mondo di un “Altro”, il mondo di “Dio”.
Leggiamo nella bibbia che Mosè, dopo aver parlato con Dio, emanava luce
dal volto.
Per noi non sarà così, ma Egli, passando pur senza farsi vedere e
parlando pur senza alzare la voce
lascerà un segno della sua confortante presenza.

19/02/2025
Tutti ci auguriamo che il 2025 sia veramente un anno giubilare, un anno
santo.
Un anno che, come leggiamo nel libro biblico del Levitico scritto prima
della nascita di Cristo,
inculca il rispetto reciproco, il condono dei debiti, la riconciliazione
a e la pacificazione, la sussidiarietà. In una parola la costruzione di
un mondo e di una società migliori, in pace.
La realizzazione di tale progetto coinvolge tutti seppure con ruoli e
responsabilità distinte, coordinate e continue.
Il cantiere necessita di personale fornito di fiducia, confidenza,
disponibilità.
Un “materiale” che si acquista faticosamente e lentamente con una
educazione-formazione costanti che coinvolgono ragione, cuore e volontà.
Si dà fiducia a chi si conosce, confidenza e successivo affidamento a
chi si ama.
Impegnati a riflettere senza pregiudizi, a relazionarti con trasparenza,
a collaborare disinteressatamente: darai una mano a fare del 2025 un
anno giubilare per te e per gli altri!

27/01/2025
Leggendo dei frequenti atti di bullismo e di violenza compiuti da
singoli o da squadre di minorenni, ci si interroga responsabilmente sui
perché e sulle conseguenze.
Non solo gli educatori per professione o per missione ma tutti siamo
coinvolti in questa responsabilità. Il primo impegno educativo deve
mirare a creare e coltivare motivazioni valide: a cosa si mira con certe
azioni o atteggiamenti?
Da non dimenticare, onde evitare il fallimento educativo, che le
motivazioni positive non devono essere alimentate da interessi
individualistici o peggio egoistici, ma devono essere sostenute dal
rispetto, dall’attenzione, dalla benevolenza verso tutti gli altri.

13/01/2025
Esistono dei giochi - puzzle, meccano, lego i più famosi – i quali
insegnano a incastrare, collegare, ordinare fra loro pezzi di cartone,
viti, dadi, bulloni, mattoncini e creare così colorati quadri, modellini
meccanici, costruzioni e palazzi, ecc …
Giochi stimolanti e creativi che danno vita a tanti desideri.
Mi piace pensare all’anno santo che stiamo vivendo come ad un gioco che
offre la possibilità, a tutti e a ciascuno, di utilizzare le “tessere
colorate, gli elementi metallici, i dadi di legno o di plastica” di cui
dispone per costruire qualcosa che renda più bella e giocosa la propria
vita e quella degli altri.
Evasione? No! Speranza di rendere meno tedioso e pesante il nostro
quotidiano.

02/01/2025
Ho avuto occasione, più volte, di invitare a coltivare e comunicare
speranza. L’esortazione può essere scartata da quanti affermano che “chi
vive di speranza muore disperato!”. Vero per una speranza fasulla
fondata sulla illusione, sul nulla. Come altrettanto vera la
constatazione che “chi vive senza speranza è già morto!”. E’
fondamentale nutrirsi di speranza autentica, vale a dire affidabile e
realizzabile. Una tale speranza nasce sulla fiducia la quale fiducia
nasce e si nutre di credibilità nei confronti di chi promette,
credibilità che cresce o si spegne con la conoscenza. Chi ha studiato, e
praticato, il catechismo ricorderà che la speranza come la fede e la
carità è chiamata virtù teologale, cioè con particolare riferimento a
Dio. Tre “qualità o modi di vivere” che nascono e crescono assieme.
Necessariamente!
“Pellegrini, persone in cammino, alla ricerca della speranza”. E il
cartello segnaletico che vuole indicare il percorso dell’anno santo che
siamo invitati a percorrere!

17/12/2024
Caro Gesù Bambino,
sto svuotando la borsa della spesa stracolma di quanto può servire a
fare un buon Natale.
Mi sono accorto, però, di aver dimenticato più di una cosa non solo
importante ma necessaria.
Non trovo la fiducia e la conseguente speranza che adornano il viso
non con rughe ma con raggi di serenità;
non vedo la pazienza che elimina la insofferenza e l’ansia;
mancano il sale e la luce che danno alle azioni più ordinarie gusto e
colore;
ho dimenticato la umiltà nemica dell’indice sempre puntato a giudicare e
condannare;
mi mancano la attenzione dovuta agli altri, la generosità del perdono,
la sollecitudine verso i deboli.
Mi manca sempre il tempo di stare con Te!
Senza i ricordàti ingredienti, che Natale è?
Caro Gesù Bambino, spero che tu mi doni almeno i semi capaci di maturare
i frutti indicati
e con essi il manuale con le istruzioni per l’uso.
Grazie e buon Natale!

10/12/2024
A
giorni, con Natale, si aprirà l’Anno santo. Non con fuochi di artificio,
luminarie, brindisi ma con un rito semplice, familiare ma nondimeno
solenne come si addice ad un evento importante: la apertura della Porta
santa. A Natale perché quella porta che mette in comunicazione il nostro
mondo con il mondo Dio è stata riaperta con la nascita di Gesù.
Una porta aperta - al contrario di una porta chiusa - offre conforto,
sicurezza, protezione, calore, simpatia, benevolenza, accoglienza,
amore.
L’Anno santo ci invita a farci pellegrini, a metterci in cammino per
trovare e varcare la porta sulla cui soglia Dio attende, tutti e
ciascuno, con le braccia ed il cuore aperti. Spalancati.
Buon viaggio!

04/12/2024
Dicembre 2024. Si chiude la porta al 2024 e si apre al nuovo anno. Un
anno santo.
Forse non mancano, soprattutto nelle persone più avanti negli anni,
riserve si sfiducia, di rassegnata insoddisfazione.
Tante promesse, tanti auguri, tante attese e poco o inesistente
progresso. Solo illusioni!
Non a caso celebrando il Natale e l’apertura della porta santa ci si
chiede di rinnovare la speranza.
Un dono, la speranza, ricevuto in germe: un seme che nasce e e cresce
nella misura in cui viene accolto e coltivato.
Seppure con fatica!

26/11/2024
Siamo a Natale e fervono i preparativi: mercatini di Natale; pranzo ed
inviti; vacanze e viaggi; scambio di don; ecc… ecc… Forse anche qualche
rimpianto al ricordo di persone care che ci hanno lasciato; qualche
pesante preoccupazione per situazioni personali o familiari; qualche
dispiacere per relazioni problematiche o interrotte; ecc …ecc …
I credenti – in questo clima di festa, di nostalgia, di disagio – non
dimenticano che celebrare il Natale è far posto a Gesù, accoglierlo - e
non solo Lui - nel proprio quotidiano, nel proprio cuore anche fosse
ridotto a stamberga.
Non è nato, la prima volta, a Betlemme in una grotta?

19/11/2024
E' evidente e sterile la scarsa o assente comunicazione tra le varie
generazioni. A volte si giunge perfino allo scontro!
Nessuno vuole sacrificare la indipendenza del proprio pensare ed agire:
la propria libertà. Tale autonomia, a volte esasperata, è favorita dallo
stile di vita che ci condiziona.
Ma rinunciare al dialogo, al confronto, alla cooperazione e
collaborazione significa privarsi della vitalità dell'ossigeno.
E' necessario ricorrere, per trasmettere principi e valori, alla
efficacia della testimonianza che richiede convinzione, coerenza,
testimonianza, perseveranza, rispetto.

13/11/2024
Le ferite, se non stuzzicate, rimarginano. Le cicatrici però, anche se
curate con il perdono, restano.
Il perdono non esige di cancellare la memoria, anzi! La rafforza la
purifica e la nobilita impedendo che il ricordo del male fatto o subito
influenzi negativamente il presente

06/11/2024
A
volte si cerca di rendere più gustosi e graditi i cibi, aggiungendo
aromi, spezie e, soprattutto, dosando accuratamente il sale cha dà
sapore e che valorizza e rende appetibili anche gli alimenti più comuni.
Se tutti ci impegnassimo a “condire” ogni nostra azione: dalle più
semplici ed ordinarie, alle più impegnative e faticose, la vita sarebbe
più appetibile!
“Voi siete il sale della terra” dice Gesù ai suoi discepoli. Un sale che
“condisce” con la pazienza, la accoglienza, il rispetto, la discrezione,
il silenzio, l’equilibrio, la serenità, la fiducia, l’amore; un sale che
insaporisce perché apre nuovi orizzonti.

30/10/2024
Spesso si dimentica che il termine “virtù”, usato nel linguaggio
religioso, ha una etimologia latina che rimanda all’idea del coraggio e
della fortezza.
Con questo riferimento anche la gioia si può definire “virtù” in quanto
non è qualcosa di innato, di caratteriale, ma un atteggiamento
conquistato ed assunto con motivazioni ed esperienze affrontate con
convinzione, coraggio, fiducia e perseveranza.
Se la sorgente prima della gioia è la certezza di essere amati, ne
consegue che il mezzo più efficace per comunicarla è diffondere amore.
Non a caso è stato detto che “c’è più gioia nel dare che nel ricevere”,
anche se il dono non viene apprezzato o addirittura respinto con
ingratitudine.

23/10/2024
Nella “casa” in cui gestiamo la nostra vita vi è anche un locale, un
ripostiglio, una cantina dove nascondiamo parte delle nostra
personalità: pensieri, emozioni, desideri, ambizioni, abitudini che
vorremmo abbandonare, ecc .. Un mondo che vorremmo rimuovere o,
perlomeno, dimenticare.
Ma fra tanto disordine, confusione - e peggio - c’ è anche qualcosa di
recuperabile, “ che può venir bene”; che può educarci, farci crescere.
E’ quindi utile, e talora necessario, scendere in cantina: spalancare le
finestre, far entrare aria e luce. Una visita da fare con la guida della
coscienza, della esperienza, della Luce che viene dall’Alto!
Una visita che non si trasformi in residenza o rimpianto; ma una visita
che inviti a lavorare per trasformare un ripostiglio in un salotto. E’
possibile perché Dio si fa trovare anche in un sottoscala!

15/10/2024
Può capitare di non sentirsi amati, di ritenersi esclusi, a volte anche
osteggiati, o peggio!
Fortunatamente questa sensazione, soggettiva, è dovuta a qualche
incomprensione o contrasto che svaniscono con un sereno e leale incontro
chiarificatore.
Fa soffrire maggiormente la convinzione, se confermata da ripetute
manifestazioni varie ed inequivocabili, di non essere amati! In questo
caso la cura va ben oltre il preliminare dialogo chiarificatore ed
esige, il più delle volte, un cambiamento radicale, una conversione.
Nella bibbia, libro del cammino di Dio con ciascuno di noi, siamo
rassicurati continuamente che Dio non cessa di volerci bene e di
renderci capaci , conseguentemente, di voler bene sempre e a tutti.
Che paradiso sarebbe il mondo se ciascuno si ricordasse di prendere,
ogni giorno, qualche pastiglia o goccia di questa medicina!

08/10/2024
La speranza - desiderio ed attesa di cose buone - che fa parte del
nostro DNA, è condizionata, e messa a dura prova, da esperienze vissute,
da componenti caratteriali, ecc … ecc ...
Per questo, quale bene prezioso, va custodita, difesa, coltivata.
I nemici più insidiosi della speranza sono la illusione e la delusione.
La prima rende superficiali e irresponsabili, la seconda – che può
degenerare in disperazione, letteralmente “perdita di speranza” -
intristisce ed appesantisce ulteriormente la vita.
La illusione e la delusione si contrastano con il discernimento che
garantisca alla speranza un fondamento valido ed affidabile.
Un fondamento, valido ed affidabile, che i cristiani chiamano Gesù
Cristo: “garanzia di speranza”!

03/10/2024
Ancora sulla preghiera, miniera veramente inesauribile!
Chi afferma, o pretende, di essere in comunicazione con Dio senza
preghiera: si illude di nutrirsi, di crescere, di sostenersi senza
mangiare ed assimilare. Da chiarire subito che pregare è un
atteggiamento , uno stato interiore e coinvolgente che va ben oltre la
recita delle formule, pur utili e rispettabili di preghiera; così come
l’assimilazione ed il nutrimento non si realizzano solo ingerendo cibo.
Chi prega non passa da una formula, seppur devota, all’altra ma si
dedica a masticare, ruminare, gustare parole ed idee che gli giungono
alla mente ed al cuore E tutto ciò non in solitario monologo ma in
arricchente incontro e confronto con l’Altro, con Dio.
Una preghiera siffatta, che richiede - specie all’inizio - tempo ed
costanza, conduce alla conoscenza, alla fiducia, all’amore; uniche
condizioni che creano motivazioni capaci di generare e sostenere
cambiamenti radicali e conversioni.

26/09/2024
Alcune battaglie che intraprendiamo, pur con impegno, contro difetti che
ci riconosciamo - anche grazie alle critiche altrui- possono rivelarsi
vane ed inefficaci.
Come con i mali fisici occorre cercare una soluzione radicale che
rimuova le cause, così nel campo morale e spirituale.
Ad esempio:: la impazienza, la irascibilità, il pregiudizio, la
insensibilità ed indifferenza verso altri, la difficoltà a perdonare,
ecc …ecc … non sarebbero ridimensionate ed anche estirpate se si
coltivasse con maggiore cura l’amore la cui radice genera e alimenta
virtù, ed allo stesso tempo bonifica e rende fertile il terreno
infestato da erbacce e da rovi?
Scriveva già S.Paolo circa l’anno 55, ai cristiani della città di
Corinto: “La carità (l’amore) è magnanime, benevola, non è invidiosa,
non si vanta, non si gonfia di orgoglio, non manca di rispetto, non
cerca il proprio interesse, non si adira, non tiene conto del male
ricevuto, non gode dell’ingiustizia ma si rallegra della verità. Tutto
scusa, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta (I Cor 13,4-7).

17/09/2024
E’ il caso di ricordare che i fedeli cattolici sono stati invitati, nel
corso del corrente anno, a riscoprire il valore della autentica
preghiera?
Lo faccio con le parole di Benedetto XVI ai giovani di Sulmona il 4
luglio 2010: “La vera preghiera non è affatto estranea alla realtà. Se
pregare vi alienasse, vi togliesse dalla vostra vita reale, state in
guardia: non sarebbe vera preghiera! Al contrario, il dialogo con Dio è
garanzia di verità, di verità con se stessi e con gli altri, e così di
libertà.
Stare con Dio, ascoltare la sua parola (….) non distoglie dalla vita, ma
aiuta invece ad essere veramente se stessi in ogni ambiente, fedeli alla
voce di Dio che parla alla coscienza, liberi dai condizionamenti del
momento”.
Pregare, in una parola, è connettersi, sintonizzarsi con Dio.

11/09/2024
In alcuni contenitori, ad esempio in una valigia, trovano posto, se ben
ordinati, gli oggetti più vari. Al contrario altri recipienti, come una
bottiglia d’olio sono “riservati, esclusivi”.
Esistono delle persone “piene di sé” - senza spazio per altri - che si
ritengono superiori, superdotate, autosufficienti.
Odono senza ascoltare; vedono senza guardare; aprono senza accogliere;
giudicano tutto e tutti usando solo la propria testa e non il cuore;
Indifferenti, irremovibili.
Vivono nella propria casa da padroni ma soli, in una casa in realtà
vuota.
Ma un rimedio c’è. Si chiama umiltà, una virtù che è figlia della
verità.

28/08/2024
Ricordo ancora, dopo tanti anni, la trepidazione con la quale alla fine
di ogni trimestre scolastico sottoponevo la pagella scolastica alla
firma dei genitori.
Il primo loro sguardo cadeva sulla valutazione, espressa con numeri,
sulla condotta o educazione civica .
Con queste voci si esaminavano fondamentalmente la socialità e capacità
di relazione con gli altri, il rispetto ed accoglienza verso tutti, la
sincerità, la disponibilità e l’ altruismo, la gentilezza ecc … ecc …
Tutti valori capaci di ridimensionare eventuali insufficienze in altre
materie.
Bastano cinque minuti davanti alla televisione; l’attenzione ad un
confronto-scontro su opinioni politiche; un percorso su un affollato bus
; l’attesa davanti ad uno sportello di servizi; attendere che si liberi
un posto per posteggiare l’auto per rendersi conto di come tali valori
siano dimenticati ed ignorati anche da persone la cui formazione
scolastica è andata ben oltre le elementari.
Trionfo dei diritti e della libertà personali o regresso nello squallido
egoismo?
La responsabilità è universale conseguentemente tutti siamo chiamati ad
arrestare la discesa e ad invertire la marcia!

24/07/2024
C’è chi, per difendere il proprio operato non corretto, o peggio per
difenderlo, sentenzia: “io sono fatto così!”.
Si potrebbe rispondere: “bene ma anche tu come creatura non nasci
perfetto, devi educarti, crescere, completarti, all’occorrenza
correggerti, ecc… Devi soprattutto confrontarti perché non sei l’unico
essere vivente a calpestare la terra!”.
Chi è convinto di essere un modello, e tale vuole apparire, usa lo
specchio – o gli specchi – non solo per riordinarsi ma per mascherarsi.
Che fatica e che rischio!
Accettarsi come un progetto da realizzare, anche a costo di sacrifici,
rende più sereni e autentici noi. e non solo noi.

16/07/2024
“Lascia perdere, non ci pensare, non ti preoccupare, …” Questi consigli
e raccomandazioni fanno parte della terapia con la quale curiamo o
preveniamo ansie, depressioni ed anche – più frequentemente –
manifestazioni incontrollate di impazienza e di nervosismo.
Ma anche questa cura , come ogni medicina, può avere le sue
controindicazioni e procurare effetti indesiderati: indifferenza ed
egoismo; disinteresse ed ingiustizia; chiusura in se stessi e
conseguente solitudine ed emarginazione.
In definitiva: come comportarsi? Come curarsi? Prendendo la medicina nel
giusto dosaggio. Fuori di metafora: non estraniarsi ma evitare di essere
inopportuni ed invadenti con il pericolo di diventare accentratori e,
conseguentemente, isolati; occuparsi e partecipare senza preoccuparsi o
sconfinare.

10/07/2024
Ho letto, qualche giorno fa che gli studenti di un liceo di Aversa, dopo
l’esame di maturità hanno fatto visita alla tomba di una loro
professoressa morta due anni fa. Motivo? Riconoscenza ed affetto verso
una insegnante che attraverso la trasmissione della conoscenza aveva
saputo educarli , farli crescere, aprire loro nuovi orizzonti. E tutto
ciò non solo grazie alla sua preparazione culturale ma soprattutto
attraverso la sua vicinanza, comprensione,affetto che ha trasformato gli
alunni in discepoli. L’alunno, incontrando la scienza, il sapere applica
prevalentemente la intelligenza, il pensiero e la ragione. Divenendo
discepolo egli si lascia coinvolgere. L’insegnante che diventa testimone
trasforma l’allievo in discepolo.
Mi tornano alla mente le parole che Gesù rivolse un giorno ai suoi
alunni-seguaci: “Non vi ho chiamati servi ma amici!”.

03/07/2024
Intesi una volta, ed ebbi poi diverse occasioni per verificare, che la
sofferenza può far perdere la fede a devoti credenti e, al contrario,
riavvicinare a Dio credenti piuttosto superficiali e tiepidi.
Non c’è da meravigliarsi: la fede cristiana, infatti, non è solo
adesione razionale a verità e concetti ma è soprattutto fiducia in una
persona: Gesù Cristo. Una fiducia che coinvolge!
Mi permetto, ancora una volta, di proporre quale compito per le vacanze
che permettono a molti non solo di distrarsi ma anche di riflettere, il
seguente programma:
“per seguire Gesù bisogna amarlo;
per amarlo occorre conoscerlo;
per conoscerlo bisogna ascoltarlo, in silenzio!”.

25/06/2024
Quante volte abbiamo tentato, senza conclusione convincente, di mettere
sopra i due piatti della bilancia il bene ed il male presenti nel mondo
per capire se stiamo andando avanti o in dietro? La domanda si fa più
insistente quando siamo coinvolti - od anche solo informati -di eventi
tragici, crudeli, inumani, impensabili, ingiustificabili.
Fortunatamente la bilancia oscilla grazie al piatto che riusciamo a
caricare con il bene che pur esiste ed opera.
Ognuno di noi influenza, col suo agire, il movimento dei piatti della
bilancia caricandoli anche con sole briciole di bene o di male che
produce con il pensiero, le parole, l’agire..
Pensa a quanto sei utile e responsabile, e prima di voler pesare il
mondo pesa te stesso.
Da che parte pendi?

18/06/2024
C’è gente che si dedica con gusto e passione alla cura delle piantine e
dei vasi di fiori con cui adornano abitazioni , davanzali, balconi.
Fortunato poi chi dispone di un fazzoletto di terra che, pur richiedendo
più tempo e lavoro, offre maggiori soddisfazioni.
Hai mai pensato che anche a te è stato affidato un lembo si terreno
perché ne ricavassi fiori e frutti?
Quel terreno sei tu, il tuo cuore, i tuoi pensieri, le tue mani capaci
di rendere la tua vita e quella degli altri un “eden”.
Non trascurare i semi di bene che Qualcuno continuamente ti offre, se
non altro con la luce vivificante della sua parola. Coltivali con fatica
e fiducia, e non permettere al deserto di invadere o soffocare né la tua
aiuola né quelle che fanno sorridere l’intero mondo.

11/06/2024
Ogni cambiamento, e quanti se ne desiderano - ma soprattutto ogni
progresso e miglioramento – non si realizza solo con parole, progetti,
promesse.
Occorrono coinvolgimento e partecipazione perché: tra il dire e il fare
…
Il fare di molti, di tutti, perché tutti - proprio tutti, sebbene con
ruoli diversi - siamo potenziali costruttori e responsabili.
Lavoro anche per me perchè mio è il pezzo di terra che calpesto, mia
l’aria che respiro e l’acqua che bevo.
Mio per condividere, come i cinque pani e i pochi pesci posseduti dal
bambino, di cui nel vangelo, che sfamarono migliaia di persone!

07/06/2024
Già gli antichi Romani erano giunti a questa conclusione: ”la corruzione
di quanto è ottimo, è un disastro” (corruptio ottimi, pessima!).
Quando ad esempio si adultera o si trascura il rispetto dell’universale
diritto alla libertà, si precipita inequivocabilmente nel baratro della
intolleranza che non è se non la pura negazione del diritto altrui. Si
condanna la censura ma la si applica, anche con violenza, a chi pensa o
agisce - pur senza imporre ma solo proponendo - in modo alternativo.
Ma senza confronto l’unica alternativa è lo scontro, la guerra.
Fortunatamente, però, la terra non è abitata solo da chi grida più
forte: tanti lavorano senza ostentazione e con lealtà. Con rispetto
reciproco.
E’ stato osservato, giustamente, che le cicale o i grilli che in estate
assordano campi e dintorni non sono gli uniti abitanti del terreno. Ci
sono anche le silenziose e laboriose formiche.

29/05/2024
Fare comunione vuol dire instaurare un rapporto che crea condivisione di
idee e progetti, collaborazione, generosità, benevolenza e stima
reciproca.
La comunione si alimenta di emotività, ragione e volontà
equilibratamente dosate a seconda delle situazioni che si affrontano.
Appare dunque chiaro che una vera e piena comunione non annulla
l’individuo assorbendolo o plagiandolo, ma lo completa.
Una persona, infatti, cresce nella misura in cui sa relazionarsi,
entrare in comunione.
L’ambiente privilegiato dove, a livello umano, nasce e matura la
comunione in tutte le sue manifestazioni è la coppia coniugale e,
conseguentemente, la famiglia.
Il frutto più dolce della comunione è la pace!

21/05/2024
Chi crede di avere idee chiare e sicure su tutto e su tutti, rischia di
ritrovarsi presuntuoso, arrogante, intollerante.
Chi non ricerca la verità, o la nega, naviga nel relativismo, nella
insicurezza, nella confusione.
Leggiamo nel vangelo che Pilato ha domandato a Cristo: “quid est veritas?”
(che cos’è la verità?).
Non c’è risposta diretta ma è stato osservato che l’anagramma della
domanda stessa dichiara: “vir qui adest” (l’uomo che ti sta dinanzi!).
La verità si ricerca, si accoglie, si custodisce, si comunica, si
difende!
E’ la luce che rischiara il cammino, passo passo..
Lo stesso Gesù, lasciando i suoi, li ha rassicurati: vi lascio il mio
Spirito il quale vi guiderà alla conoscenza di tutta la verità!

14/05/2024
A tutti sarà capitato di sentire ed anche di esprimere insoddisfazione,
impazienza e sfiducia di fronte alle varie problematiche che preoccupano
ed affliggono la intera, o buona parte della umanità. Sembra che il
monito e testamento di Gesù ai suoi apostoli e futuri discepoli, sia
caduto nel vuoto. Egli aveva detto, e continua a dire: “non voi avete
scelto me ma io ho scelto voi; vi mando perché portiate frutto, che
rimanga per sempre”.
Se i frutti tardano o è colpa del seme non buono, o colpa della aridità
del terreno che lo ha ricevuto. Gesù ha detto anche: “Io sono la vite,
voi i tralci; chi rimane unito a me porta molto frutto…”.
Senza tale rapporto di intesa con Lui, senza attingere alla sua linfa
vitale, diventa difficile se non addirittura impossibile portare buoni
frutti.
Se la pace, la giustizia, la accoglienza, la solidarietà … , tardano a
fiorire forse dipende anche dal seme deposto in te, ma da te non accolto
né, tantomeno, custodito e coltivato.

07/05/2024
Il ponte che hai visto crollare forse era solo un tuo sogno, un tuo
progetto.
Con lui è morta la speranza di avvicinare due sponde, due persone, due
progetti?
No! Anzi, hai imparato a volare.
Uno sbaglio di ingegneria, però, c’è stato: tanta buona volontà da parte
tua, ma anche una punta di egoismo che non ha rispettato appieno la
libertà altrui.
Ma hai imparato a volare e, soprattutto, hai sperimentato che i ponti
resistono quando sono fondati sul solido basamento che tutti siamo
“figli” dello stesso Padre e quindi “fratelli”, anche se non
necessariamente “amici”.
Tutti lo sappiamo ma non sempre lo ricordiamo. Lo diciamo ma non lo
pratichiamo.

30/04/2024
A
quanti si rattristano per la indifferenza religiosa che li circonda, e a
volte li condiziona, oso proporre come - ricetta per cura – la seguente
breve ma efficace riflessione-preghiera:
“Signore Gesù!
Per seguirti, come ci chiedi,
occorre amarti.
Per amarti
Bisogna conoscerti.
Per conoscerti
Occorre ascoltarti.
Per ascoltarti
Bisogna anche saper tacere.
Guidami su questa strada. Amen. Così sia!"

23/04/2024
Il Movimento Rangers, il quale ricorda in questi giorni i suoi primi
quaranta anni , ha presentato il programma delle celebrazioni con le
parole:
“Ricorda dove sei stato per vedere dove andrai”.
Le testimonianze raccolte nel numero commemorativo di “Il Chiodo”
ricordano con freschezza ed entusiasmo i passi di P. Modesto, il
fondatore,
e di quanti lo hanno seguito con fiducia ed entusiasmo.
Un cammino arduo ma esaltante, quale è il cammino di chi vede lontano ed
insegue orizzonti pur posando i piedi per terra:
armonizzando così, con fatica, esperienze passate e profezia.
Un cammino che richiede uso appropriato di acceleratore e di freno.
Un cammino che riconosce in Gesù il primo “ranger” il quale si definisce
“la porta del recinto”:
porta attraverso la quale si entra al riparo e si esce all’aperto
incontro agli altri.
“Ricorda dove sei stato per vedere dove andrai!”.

16/04/2024
Con il passare degli anni, ma non solo, nascono o si evidenziano
fastidiosi acciacchi e disturbi che condizionano e limitano. Si corre ai
ripari modificando stili di vita ed anche ricorrendo a cure appropriate.
La stessa scoperta ed esperienza la facciamo quando, anche spinti dal
desiderio di risanare o migliorare il comportamento, decidiamo di
correggerci, di convertirci. Tra gli ostacoli poco valutati ma nondimeno
ingombranti, che ci condizionano nel cammino, vorrei segnalarne due:
l’ansia e la presunzione.
La prima annulla la fiducia in se stessi, negli altri e negli eventi; la
presunzione, al contrario, alimenta la fiducia e la fa crescere, ma solo
nel ristretto recinto del proprio io.
Gli effetti di tali atteggiamenti sono ben noti: scoraggiato e
rinunciatario l’ansioso e, al contrario, invadente ed accentratore il
presuntuoso.
Una buona cura per crescere in equilibrio e serenità è quella di non
smettere di remare pur lasciando il timone nelle mani esperte e benevoli
di Dio.

09/04/2024
Quando si dice: “l’abito non fa il monaco” si afferma che, non sempre,
ciò che appare è reale. A volte i segni ingannano.
Anche l’abito, infatti, può essere indossato o cambiato senza
particolare motivo, o in determinate circostanze di festa, di lavoro, di
ufficio, ecc … ecc …
Dal termine abito deriva la parola “abitudine” che indica modo e stile
di vita.
I cristiani, come leggiamo ripetutamente in S. Paolo, sono spronati ad
abbandonare le vecchie e corrotte abitudini per “rivestirsi di Cristo”.
Una divisa da indossare non in situazioni di circostanza e convenienza,
ma da portare come testimonianza autentica di stile di vita, cristiana,
evangelica. Una divisa da risciacquare spesso, da rattoppare a volte, da
amare sempre, da custodire e tramandare con responsabilità.

03/04/2024
"Gesù,
con la sua Pasqua, ha aperto un cantiere per rifare e migliorare le
persone ed il mondo.
Si cercano operai animati da fiducia ed ottimismo. Presentati
all'ufficio collocamento: sarai assunto a tempo indeterminato!".
Tra gli auguri ricevuti nel tempo pasquale, questo mi è sembrato il più
propositivo e impegnativo.
Mi sembra utile farlo circolare con tutto il suo carico di fondata
speranza!

26/03/2024
Chi non cerca la strada giusta?
Chi non apprezza la verità, la trasparenza, la coerenza?
Chi non ama la vita?
Gesù si presenta affermando: “Io sono la via, la verità la vita”.
Chi lo accoglie raggiunge il traguardo perché: trova Dio.
Buona Pasqua!

19/03/2024
Ritagliati il tempo per riflettere; per rafforzare le convinzioni e le
motivazioni che ti identificano; per affrontare dignitosamente e
responsabilmente il confronto con chi pensa e crede diversamente da te;
ecc … ecc ..
Ritagliati il tempo per rinfrancarti, per restaurarti.
Forse è sbiadito in te il messaggio di speranza e serenità che
scaturiscono dalla “settimana santa”.
Dalla “domenica delle Palme; dal giovedì dell’ultima Cena di Gesù; dal
venerdì della sua morte in Croce; dalla sua risurrezione il giorno di
Pasqua”
Non perdere la Pasqua! Non sprecare la Pasqua!

12/03/2024
Chi è danneggiato e/o danneggia - come spesso accade – a causa di un
incidente dovuto alla inadempienza delle istruzioni e norme indicate per
usare un macchinario per guidare un auto; per affrontare situazioni
difficili e delicate, ecc .. ecc … è certamente da compiangere ma
ugualmente, con benevolenza e comprensione unite a fermezza, da
richiamare alla responsabilità e, quando possibile, alla riparazione del
danno.
Quanti guai si potrebbero evitare rispettando leggi dimenticate o evase
perché giudicate antiquate. Se, ad esempio, considerassimo i dieci
comandamenti della bibbia non un concentrato di proibizionismo, ma un
efficace antibiotico contro l’egoismo che avvelena le relazioni sociali,
l’aria che respiriamo giornalmente, dentro e fuori casa, sarebbe
certamente meno inquinata!

07/03/2024
“Se in una famiglia, in un gruppo, in una società. In una comunità
qualsiasi vengono a mancare, stabilmente, il dialogo, la collaborazione,
il rispetto reciproco, l’accoglienza, la comprensione, la serenità e la
gioia, vuol dire che agonizzano l’ideale e le fondanti motivazioni
iniziali capaci di trasformare lo “stare e lavorare insieme” in “vivere
insieme”, e di “fare di un edificio una casa”.

27/02/2024
Spesso colui che si lamenta delle proprie difficoltà, di ogni genere,
viene invitato a guardarsi attorno sperando che vedendo soffrire si
consoli. “Mal comune: mezzo gaudio” recita un noto detto popolare.
Il consiglio, però, ha bisogno di spiegazione per non generare, con il
confronto, forme di indifferenza e di egoismo: ”in fondo tu sei più
fortunato!”.
Guardarsi attorno non significa neppure rinunciare a combattere per
tentare di sconfiggere il male; ma vuol dire imparare, anche
sull’esempio di tanti altri, ad affrontarlo e a convertirlo con
atteggiamenti di fortezza, di comprensione, di gratitudine, di
vicinanza, di aiuto.
Chi crede, poi, non può dimenticare che dalla propria croce, come da
quella dell’innocente Gesù, può scaturire una abbondante e refrigerante
sorgente.

20/02/2024
Spero di non tediare se continuo ad ispirarmi alla quaresima che stiamo
vivendo, ed insisto sulla opportunità di ritagliarci tempi di “deserto,
di riflessione”. La guida che ci accompagna ci invita alla conversione:
cambio radicale di uno stile di vita.
Conversione e cambio richiedono una scelta motivata e convincente che il
cristiano trova conoscendo ed accogliendo il vangelo - buona notizia
predicata da Gesù - senza se e senza ma.
Nelle preghiere della liturgia, poi, si chiede che la conversione sia
feconda, efficace, operativa; che lasci un solco!
Un solco che trasformi il deserto arido in un paradiso terrestre. Una
quaresima che prepari la pasqua!

14/02/2024
Il presente, con le sue contraddizioni fra bene e male che tutti
conosciamo e sperimentiamo, non deve essere rimpianto con il ricordo di
un passato non sempre migliore e ormai tramontato, ma deve essere
affrontato con apertura e speranza verso il futuro. Apertura e speranza
sostenute dalla certezza, da tutti custodita e coltivata che si
progredisce e si migliora personalmente e comunitariamente non solo
arricchendoci di tecnica ma, soprattutto, di umanità ossigenata dalla
spiritualità.
La quaresima che iniziamo ci ricorda: “non di solo pane vive l’uomo, ma
di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”.
Tempo dunque di ascolto attento e di sguardo puntato oltre i nostri
orizzonti, pur sempre limitati.
Tempo di decollare, sciolti da ormeggi e liberi da zavorre ingombranti!
05/02/2024
Carnevale, festival di Sanremo, … ma anche - da ricordare - “mercoledì
delle ceneri”. Un giorno che introduce la quaresima la quale ci apre ad
un mondo nuovo.
La cenere è segno di fallimento, di distruzione, di bene perduto.
Cospargere di cenere la fronte e il capo è riconoscere che nella propria
vita qualcosa è crollato o vacilla. Che qualcosa deve essere
ricostruito: forse le stesse fondamenta! Significa che le ceneri e le
macerie devono essere rimosse per fare posto al restauro o ad una
radicale ricostruzione. La quaresima è un cantiere, aperto a questo
scopo.
Voglia ciascuno di noi mettersi al lavoro e dare così una mano alla
costruzione del mondo migliore che tutti vorremmo abitare.

30/01/2024
Un antico detto popolare sentenzia: “la parola è d’argento, il silenzio
è d’oro”. Ma anche la parola può ferire come un ferro ed il sienzio
uccidere come il piombo. Parola e silenzio possono coltivare o stroncare
buone relazioni.
Lo constatiamo nell’ambito familiare, nella cerchia degli amici, negli
ambienti di lavoro, fra la gente comune ed anche fra coloro che
dovrebbero mostrare sincero senso di rispetto reciproco, maggiore
responsabilità o addirittura dignità.
Esiste una regola, anche questa antica, che recita: “se parli, parla per
amore; se taci, taci per amore”. Una regola che non permette alle parole
di diventare sassi, nè ai silenzi di pesare come macigni”.

23/01/2024
La speranza cristiana non dona sostegno e consolazione eliminando
automaticamente le preoccupazioni, le ansie , i disagi che troviamo nel
cammino della vita.
La speranza cristiana, virtù teologale perché dono dall’alto, trova
consistenza nella fedeltà di Dio il quale promette che in cima ad uno
stelo spinoso, si può trovare un fiore stupendo: la rosa.

09/01/2024
Per vivere in rispettosa e fruttuosa relazione con gli altri, siano essi
famigliari, colleghi, amici ed ogni sorta di persone non si richiede di
identificarsi con essi . Identificarsi, infatti significa annullare la
propria e altrui identità rinunciando alla particolare ricchezza della
originalità di ciascuno.
E’ necessario piuttosto immedesimarsi vale a dire mettersi nei panni
altrui: con discrezione, con rispetto, benevolenza, collaborazione,
condivisione. Immedesimarsi significa camminare accanto con spirito di
solidarietà.
Immedesimarsi costruisce solide basi ad ogni forma di buona convivenza.

30/12/2023
La parola più gettonata è stata, in questi giorni, la parola “auguri”
accompagnata dall’inseparabile aggettivo “buon, buone”: auguri di buon
Natale; auguri di buon Anno; auguri di buone Feste!
L’augurio esprime desiderio ed auspicio di prosperità, di salute, di
serenità, di amicizia, di pace, di collaborazione, di comprensione, di
rispetto reciproco, di giustizia, ecc … ecc …; un bagaglio di
atteggiamenti e disposizioni che chiamano in causa la rettitudine e la
buona volontà i cui semi ciascuno può ritrovare depositati nel proprio
cuore.
Non condanniamoli alla sterilità ma seminiamoli e coltiviamoli con
fiducia e speranza. Seppure con fatica.
Il raccolto sarà buono, per noi e per gli altri!

21/12/2023
Vuoi ricevere, per Natale, un regalo veramente prezioso? Te lo offre
Gesù. Il quale non è venuto a dettare nuove leggi, imporre tasse,
emanare divieti. E’ venuto a rassicurarti che puoi e devi essere più
sereno ed ottimista perché Egli è venuto, soprattutto, per ridarti
fiducia e speranza, fondate sul bene che ti vuole.
Con queste certezze, anche se apparentemente nulla cambiasse, la tua
vita diventerebbe certamente più gioiosa e luminosa. E non sarebbe poco!
Ricorda quanto imparato dal catechismo: le virtù del cristiano, vale a
dire gli atteggiamenti che lo caratterizzano sono la fede-fiducia, la
conseguente speranza, l’amore accolto e ricambiato.
Non perdere l’occasione per ricevere e condividere tale dono!
Buon Natale!

20/12/2023
Perché un “Natale sia tale”, secondo la espressione ereditata da P.
Modesto, non bastano lo spirito di collaborazione e di solidarietà che
si dimostrano nella preparazione e nello svolgimento egli ormai
tradizionali mercatini, come non bastano le attenzioni e le
preoccupazioni, per gli addobbi, il pranzo festivo, lo scambio dei
regali.
Natale è nascita, venuta di Gesù. Una venuta ed una nascita che
richiedono premura ed accoglienza le quali maturano in un incontro
tutt’altro che occasionale, di routine, superficiale.
Celebrare il Natale equivale a rinnovare con Gesù il contratto non di
affitto di locali, ma di condivisione di vita.
Il 25 dicembre, Gesù torna a bussare usando anche le mani di avvenimenti
e di persone difficilmente da noi riconoscibili. Ma è Lui! E a chi gli
apre, anzi gli spalanca la porta, torna a ripetere come a Zaccheo: “oggi
la salvezza è entrata in questa casa!”.
Anche per te il “Natale sia tale”!

13/12/2023
6/12/2023
A
me pare inopportuna ed anche irrispettosa la domanda con la quale,
microfono alla mano, i cronisti chiedono spesso alle persone
terribilmente ferite dall’inqualificabile condotta di altri, a volte
famigliari, se siano disposte a perdonare.
Sono di pochi giorni fa le parole di un padre, al quale è stata uccisa
una figlia, con cui si augurava che il responsabile si rendesse a conto
del male fatto e si impegnasse a riparare, mentre vedeva nel perdono una
meta raggiungibile camminando in salita, con fatica.
Il perdono non chiede di annullare il ricordo, doloroso ma non sterile,
del male fatto o ricevuto, ma chiede di purificare la memoria ad
impedire che il male fatto o ricevuto anziché redimere, avveleni la vita
alimentando odio o semplicemente cancellando altri dalla propria vita:
“per me è morto!.
Il credente è guidato e sostenuto dall’esempio di Gesù il quale sulla
croce prega per coloro che “non sanno quel che fanno” e dalla preghiera
che ogni giorno rivolge al Padre perché “rimetti i nostri debiti come
anche noi li rimettiamo ai nostri debitori”!

06/12/2023
Sul sentiero dell’avvento, la via che vi conduce al Natale, incontriamo
attraverso la solennità della Immacolata, la Madre di Gesù Maria alla
quale siamo soliti rivolgere il saluto dell’angelo alla annunciazione
della sua prossima e straordinaria maternità: “ave piena di grazia, il
Signore è con te”.
Piena di “grazia”, vale a dire di bontà, di bellezza, di pace perché “il
Signore è con te”.
Se la festa del 25 dicembre spalancasse le braccia del nostro cuore per
accogliere il Signore, potremmo sperare nella rifioritura della bontà,
della bellezza, della pace.

28/11/2023
Si avvicina il Natale. Lo vogliamo vivere e gustare appieno senza
lasciarci fuorviare con quanto rischia di far dimenticare l’originale
significato e solennità della ricorrenza. Si tratta semplicemente di
essere logici e coerenti come si addice ad ogni essere capace di pensare
e decidere in libertà a seconda dello spazio di verità conquistata.
Natale vuol dire nascita. Festeggiare un natale è festeggiare un
compleanno. Il Natale celebrato convenzionalmente il 25 dicembre ricorda
la nascita di Gesù Cristo il quale non cessa di influenzare
positivamente la storia della intera umanità. I cristiani non si
limitano ad addobbare case, strade e non pensano solo ad affollare
negozi e supermercati, ma cercano di accogliere con rinnovato impegno il
tesoro portato da Gesù: la possibilità di vivere in armonia con Dio, con
le persone, con il creato.
La liturgia dedica quattro settimane alla preparazione spirituale della
celebrazione del Natale di Gesù.
Nella prima domenica di “avvento” - ossia venuta che richiede attesa e
vigilanza - ci viene proposta una appassionata preghiera del profeta
Isaia : “Perché Signore ci lasci vagare lontano dalle tue vie e lasci
indurire il nostro cuore…? …tu sei nostro padre.. tutti noi siamo opera
delle tue mani…”. San Paolo, poi, ci ricorda che Gesù ci renderà saldi
nella fede-fiducia per essere trovati irreprensibili nel giorno
dell’incontro finale. Un incontro finale al quale fa esplicito
riferimento, esortando alla vigilanza e coerenza, anche il testo del
vangelo secondo Marco che ci viene presentato sempre nella prima tappa
del cammino incontro al Signore il quale è venuto, ritorna, pur essendo
sempre presente, accanto!

14/11/2023
Desidero condividere, sperando di coinvolgere nella riflessione, alcuni
pensieri che mi accompagnano da giorni.
Si avverte e si legge che la gente comune ed i responsabili delle
nazioni, pur schierati in campi opposti, sono preoccupati, sempre più,
per i disastri devastanti provocati dalle endemiche e nuove guerre. E’
triste però constatare che la maggiore preoccupazione sia il crescente
danno economico e non la constatazione che ogni guerra spoglia persone e
popoli della dignità faticosamente accumulata nel corso dei secoli.
Se la coscienza dei valori in gioco fosse più viva, gli impegni e gli
sforzi per la pace farebbero ricorso non solo alle armi ma soprattutto
al dialogo e alle trattative. In una parola: al buon senso!
La grandezza di una vittoria e l’eroismo non si misurano dalla forza e
violenza messe in campo, ma dalle motivazioni che spingono ad agire.
Il fatto che anche cortei organizzati per promuovere la pace finiscano
per alimentare divisioni e scontri, sta a testimoniare che la pace è
ancora alla ricerca di solide basi sulle quali posare saldamente.

31/10/2023
In ogni famiglia che si rispetti, la pur diversa personalità, posizione,
“fortuna” dei componenti non ostacola l’affetto scambievole , né
l’armonia dei rapporti.
Ricordare, come facciamo in questi giorni, i santi e i defunti ci fa
sentire membri della immensa famiglia umana che ci ha preceduti e,
coerentemente, ci ricorda che non siamo separati o estranei con quanti,
lontani da noi o nella nostra casa, si nutrono come noi di gioie e
sofferenze.
Un buon ingrediente per costruire la pace!

24/10/2023
A
volte si ha l’impressione che ai cristiani si ricordi, con eccessiva
insistenza, la massima evangelica “Se uno vuol venire dietro a me (dice
Gesù) rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua” (Mt 16,24 e Lc
9,23). Non si vuole con ciò annientare la natura umana che porta n sé la
immagine di Dio ed il seme del bene: si tratta di impedire, attraverso
opportune e mirate potature, che immagine e sementi siano soffocate da
distorte tendenze, anch’esse presenti e radicate in ognuno, lasciate
crescere o peggio favorite.
L’esperienza conferma che Il terreno non coltivato, anziché fiori e
frutti, produce rovi e spine!

17/10/2023
Le assemblee più o meno oceaniche che, giorno dopo giorno, affollano le
piazze ed invadono gli schermi televisivi, rischiano di ottenere
l’effetto contrario a quello dichiarato ed auspicato: il traguardo e la
difesa della pace.
Ostentare ed agitare, in spirito di sfida, bandiere e simboli di un solo
paese o partito fomenta divisione e sopraffazione, atteggiamenti che
certamente non vanno a braccetto con la pace che si alimenta col
rispetto dei reciproci diritti.
Quando si arriverà a colorare cortei e raduni con una sola tinta capace
di ricordare che le ferite inferte da ogni tipo di ingiustizia,
violenza, guerra creano le medesime dolorose ferite in ogni carne, in
ogni cuore, in ogni casa, in ogni angolo della terra?
Quando sfileranno solo striscioni con il richiamo a considerarci non più
rivali e nemici bensì tutti partecipi e custodi della inestimabile
dignità umana”?
Quando la fraternità universale si rafforzerà con la scoperta che siamo
fratelli perché uno solo è il Padre di tutti?
Da questi semi sparsi e coltivati con coerenza e costanza, seppure con
fatica, nasce e cresce la pace. Anche nei terreni più incolti!

10/10/2023
Che dire e, soprattutto, che fare quando le ingiustizie, le
sopraffazioni di ogni genere, il desiderio di predominare, ecc …, ecc
…trasformano - in nome della libertà e del progresso dei popoli - il
mondo in sconfinati cimiteri di vittime e in cumuli di macerie?
La storia insegna che il ricorso alle armi o alla efficienza degli
eserciti, può arrestare una ingiusta e violenta oppressione, ma non
costituire solide garanzie per una pace degna di questo nome.
Il ramoscello d’ulivo, che simboleggia la pace, diventa albero solido e
fruttifero solo se continuamente coltivato e custodito educandoci e
rieducandoci al rispetto reciproco, alla accoglienza, alla solidarietà,
alla pazienza ed al perdono: vere armi della pace
In una parola: sforzandoci di essere e di comportarci come persone
umane!
Ce la faremo?

03/10/2023
Qualche giorno fa una persona, dotata di cultura semplice ma certamente
ricca di saggezza, mi diceva: “la mia fiducia e conseguente serenità
hanno origine e fondamento nella fede per cui credo non solo che Dio
esiste, Dio c’è. Credo però, soprattutto, che Egli è presente, vicino,
partecipe con amore. A me, a ciascuno di noi, tocca mettere a
disposizione il materiale e la mano d’opera lasciando a Lui il ruolo di
progettista, architetto, direttore dei lavori”.
Collaborazione ottimale!

27/09/2023
Le parole manifestano pensieri ed idee ma, a volte, vengono utilizzate
senza alcun riferimento o addirittura in contrasto al loro significato
originario.
Il termine “patriarca, patriarcale” - ad esempio - ha sempre suscitato,
anche in ambito religioso come nella cultura biblica, atteggiamenti di
rispetto e di venerazione; oggi, anche a causa degli orrendi e ripetuti
fatti di cronaca nera, si parla di “patriarcato” inteso prevalentemente
come abuso intollerabile che trasforma il “padre in padrone”.
Perdere o tradire il significato originario dei termini vanifica la loro
funzione di trasmettere la verità.
C’è da augurarsi che tale trasformismo lessicale non inquini la fiducia
e l’affetto di quanti si rivolgono a Dio invocandolo come: “Padre nostro
che sei nei cieli”.

21/09/2023
La Chiesa cattolica, insieme di milioni e milioni di persone che hanno
fiducia assoluta in Gesù Cristo salvatore universale, sta celebrando la
fase conclusiva di un lungo sinodo il quale, secondo l’etimologia del
termine, significa “camminare assieme”.
La strada maestra da seguire rimane Gesù il quale afferma solennemente
di essere “la via, la verità, la vita”; si tratta piuttosto, specie nei
momenti di crisi, di trovare un equipaggiamento che renda più spedito e
sicuro il cammino.
Mi pare che S. Paolo, scrivendo ai cristiani della comunità di Efeso,
indichi chiaramente quale sia la meta e i mezzi per raggiungerla. Egli,
dopo aver elencato i vari ministeri e servizi esercitati nella comunità,
scrive: “ …allo scopo di edificare il corpo di Cristo … fino a
raggiungere la pienezza di Cristo. Così non saremo più fanciulli in
balia delle onde, trasportai qua e là da qualsiasi vento di dottrina,
ingannati dagli uomini con quella astuzia che trascina all’errore. Al
contrario agendo secondo verità nella carità, cerchiamo di crescere in
ogni cosa tendendo a lui che è il capo, Cristo. Da lui tutto il corpo,
ben compaginato e connesso, con la collaborazione di ogni giuntura,
secondo la energia propria di ogni membro, cresce in modo da edificare
se stesso nella carità” (Ef 4, 13-16).
Una guida valida anche per il “sinodo” che ciascuno di noi è chiamato a
celebrare nella propria famiglia, a scuola, sul lavoro, con tutte le
persone che incontra.

12/09/2023
I
lettori avranno notato la insistenza con la quale ritorno sulla
necessità di ricucire il dialogo e la collaborazione fra quanti si
ignorano, si evitano o addirittura si combattono perché lontani fra loro
per modo di vivere, di pensare o solo per motivi anagrafici.
Fin dalla antichità viene presentata la bellezza e la necessità di
vivere in armonia e sussidiarietà con la immagine del corpo umano il
quale è composto da molteplici parti differenti fra loro ma
interdipendenti in salda solidarietà.
Ne è nato il famoso motto: “Tutti per uno ed uno per tutti!”.
Il messaggio evangelico va ben oltre: tutti figli dello stesso Padre, e
quindi fratelli; tutti chiamati, pur in modi differenti, a riconquistare
dignità e bellezza inserendosi nel “corpo nuovo” del quale Gesù Cristo
ha avviato e guida la realizzazione.
In questa ricostruzione non c’è materiale di scarto; il dito mignolo del
piede sinistro è prezioso quanto l’occhio destro!

06/09/2023
Mentre si constata, con piacere, come i giovani siano portatori di
entusiasmo, di inventiva, di operosità anche disinteressata e generosa,
non si si può ignorare il fatto che iniziative altrettanto positive di
gente più avanti negli anni rischino il collasso per mancanza di forze
nuove.
E’ naturale e comprensibile la difficoltà di amalgamare due mondi
distanti, ma non necessariamente separati fra loro. Occorre, però,
riattivare la cinghia di trasmissione la quale genera progresso solo se
animata dal confronto il quale richiede: autorevolezza e non
autoritarismo da una parte; accoglienza e non spavalderia dall’altra.
Oggi, dato il ritmo di vita, adottato od imposto, è quanto mai
difficile, nelle stesse famiglie, nutrirsi di momenti di dialogo , di
discussione, di incontro.
A volte si soffre di solitudine e si affaccia allora la tentazione
ingannevole della evasione o fuga dimenticando che la medicina salutare,
anche se a volte amara, è sedersi di fronte ad un “tu”
diverso dal proprio ”io”.
Anche i fatti di cronaca nera, registrati con troppa frequenza, devono
impegnare società ed individui ad abbattere i muri divisori costruiti o
lasciati sorgere.

17/08/2023
Queste riflessioni si propongono di aiutare a discernere, e
conseguentemente a scegliere, eventi ed esperienze sia eccezionali che
quotidiane.
Vorrebbero anche, tali riflessioni, accompagnare e guidare
nell’esplorazione della propria interiorità la quale, molte volte,
rischia di essere emarginata, trascurata o non valorizzata appieno nelle
sue possibilità.
Del nostro mondo interiore fa parte la “fede religiosa” la quale ha
queste esigenze: non basta avere fede, bisogna vivere di fede; la fede
deve comportare una adesione, cosciente, voluta, profonda; la fede
cristiana, che ha il suo fondamento in Gesù Cristo, porta ad un incontro
personale con Lui.
L’abbandono della fede, erroneamente giustificato dalla conquista del
bene della libertà personale, non migliora il mondo, anzi! Il declino
delle fedi religiose in fondo rende insapore ogni vita.
Quale responsabilità per quanti né usano, né donano il prezioso
condimento del sale ricevuto!

09/08/2023
Quale ricordo ed impegno deve lasciare la celebrazione della giornata
mondiale della gioventù celebrata recentemente a Lisbona con una vivace
e numerosa partecipazione?
Mi pare di poter dire che sia emerso, ancora una volta: che il mondo ed
ogni persona devono migliorare, essere salvati, e quindi cambiati; che
tale processo di evoluzione non dipende unicamente da una generazione,
da una determinata fascia di età ma interpella la responsabilità di
tutti, senza rivendicazioni , accuse, pretese, condanne perché tutti
apparteniamo alla stessa famiglia ed abitiamo la stessa casa.
Ed infine: la giornata mondiale della gioventù non si è celebrata come
un convegno o congresso internazionale nutrito di relazioni, discorsi,
incontri.
Al centro, al primo posto c’erano, la preghiera, i sacramenti, la
professione della propria fede ad indicare che, come recita il salmo:
“se il Signore non costruisce la casa, invano faticano gli operai!”.
Vale a dire: un mondo migliore senza Dio, senza Cristo non è il mondo
migliore che tutti sogniamo!

12/07/2023
Propongo la riflessione che ho fatto domenica scorsa con quanti hanno
partecipato alla celebrazione della messa.
“Se siamo qua -dicevo – è evidente che non siamo in ferie anche se tutti
aspettiamo o, per lo meno, desideriamo qualche giorno di relax, di
maggiore serenità, di un certo distacco dal tran-tran quotidiano senza
peraltro sfuggire alle nostre responsabilità, ecc … ecc …
La pagina del Vangelo, che abbiamo udito, condensa queste legittime
attese in un termine solo: <ristoro>. Leggiamo: <Venite a me - dice Gesù
- voi tutti che siete stanchi ed oppressi, e io vi darò <ristoro>.
Ma c’è un prezzo da pagare: <prendete il mio giogo sopra di voi e
imparate da me che sono mite ed umile di cuore e troverete ristoro per
la vostra vita>.
Se credessimo veramente che non si tratta di propaganda elettorale, le
nostre chiese, divenute <ristoranti>, si affollerebbero più dei luoghi
di villeggiatura.
E non solo la domenica!

05/07/2023
Mi ero riproposto di non insistere su riflessioni che potessero
alimentare sfiducia e pessimismo, ma non mi pare responsabile ignorare i
fatti di cronaca nera o rossa di sangue che, frequentemente, vedono
protagonisti anche minorenni. Riconoscere e dare merito alla
intraprendenza, alla generosità, all’abnegazione di tanti ragazzi e
giovani non deve distogliere l’ attenzione dal preoccupante rovescio
della medaglia il quale, rovescio, chiama in causa la irresponsabilità
degli adulti.
Anziché cedere al comodo e sterile moralismo - nostalgico dei “tempi di
una volta, … i miei tempi…!” - occorre prendere atto che l’attuale
carenza culturale e formativa - che spinge anche adolescenti , a
riempire il vuoto esistenziale con quanto viene illusoriamente chiamato
diritto o libertà – è frutto della superficialità, dell’opportunismo,
dell’ individualismo, dell’ incoerenza e dell’ egoismo trasmesso loro
dagli adulti rivelatisi spesso educatori non coerenti e quindi poco
autorevoli.
Non si tratta, ben inteso, di correre affannosamente ai ripari, ma di
riprendere coscienza che esistono, o meglio preesistono, principi e
valori essenziali - quali coscienza e conseguente libertà,
responsabilità, rispetto vicendevole, ecc … - che fondano e custodiscono
la dignità della vita individuale e sociale.
La famiglia (genitori, nonni, parenti); la scuola (insegnanti,
animatori, alunni); i gruppi, le associazioni, i movimenti (responsabili
e volontari); sacerdoti ed educatori religiosi (con appropriate
iniziative ed attività) demoliscano gli altari innalzati agli idoli del
profitto e del successo ad ogni costo; del “tutto dovuto” e del “tutto
lecito”.
Si tratta di restaurare partendo dall’interno!

27/06/2023
E’ illusorio o realistico adoperarsi a ricostruire e conservare il
”paradiso terrestre”?
Ogni famiglia, ogni aula scolastica, ogni ufficio, ogni luogo di lavoro,
ogni gruppo, ogni società, ha gli ingredienti per trasformarsi in una
aiuola ricca dei più svariati profumi e colori.
Ogni persona è un fiore, un fiore con un proprio caratteristico aroma,
una irrepetibile sfumatura di colore, una esclusiva fragranza. Fiore
unico.
Unico ma non solo.
La bellezza di una aiuola è data dalla armoniosa vicinanza di fiori
“unici ma non soli”!
Coltivare una aiuola è fatica, ma ne vale la pena!

21/06/2023
La esperienza conferma che il valore di un prodotto - dal semplice cibo
che trovo sulla tavola all’oggetto più sofisticato - dipende in gran
parte, o esclusivamente, dalla qualità del materiale utilizzato.
Anche se è possibile che “l’ambiente” influenzi l’individuo, è
altrettanto vero che sono i singoli a dare, mediante motivazioni nobili,
il “tono” ai progetti e alle attività comuni.
Ritorna, allora, il richiamo alla necessità di curare adeguatamente e
permanentemente la propria formazione evitando, sia il ritiro
sull’Aventino, sia comodi cedimenti alla dittatura del relativismo che
non riconosce nulla come definitivo e che lascia come ultima misura
normativa solo il proprio io e le sue voglie.
Si tenta spesso di riscattare il relativismo chiamandolo diritto,
libertà. Ma l’equivoco rimane perché si pensa che la libertà dia diritto
a volere e a realizzare ciò che è possibile fare tecnicamente ,
economicamente, legalmente.
Si arriva così alla eliminazione della coscienza personale eco della
voce di Dio.
Fortunatamente però c’è chi, senza imporre ma senza desistere, pensa ed
agisce diversamente.

14/06/2023
Sono ritornato, anche in queste pagine, ad insistere sulla convenienza e
necessità di non svendere alla moda, alla opinione della maggioranza, al
potere, all’opportunismo le proprie convinzioni acquisite e convalidate
attraverso l’impegno educativo che tende a tirar fuori il meglio di
ciascuno.
Il processo di autoeducazione non spinge a fuggire dal confronto leale
con quanti possono pensare diversamente e, al tempo stesso, deve sfatare
la pretesa di chi ritiene di avere sempre il diritto dell’ultima parola.
Vi sono principi etici, vale a dire buoni e giusti, che non vengono
legittimati dal consenso individuale o comunitario ma hanno fondamento
nella coscienza. E’ la retta coscienza lo specchio che permette di
distinguere il male dal bene, il giusto dal suo contrario. E’ la retta
coscienza che, guidata dalla ragione e dalla fede, aiuta a decidere e
scegliere positivamente.
Uno specchio, la coscienza, spesso relegato tra le cose ingombranti e
fastidiose. Uno specchio, la coscienza, da rivalutare perchè sta bene al
fianco del telefonino; meglio ancora … al suo posto!|

07/06/2023
Quanta gente - pur non schierandosi apertamente con chi grida più forte,
con chi affolla cortei, con chi occupa, anche pagando, pagine di stampa
o spazzi televisivi - rinuncia a scegliere in base alla propria
coscienza, intelligenza, esperienza. Gente che congela, così, le
profonde e libere convinzioni e motivazioni che costituiscono il tesoro
di ogni persona. Un tesoro che va conquistato e accumulato con la
ricerca; un tesoro che va manifestato senza ostentazione e difeso con il
confronto leale e disinteressato; un tesoro che si condivide non solo
con le parole ma, soprattutto, con la testimonianza del vissuto non
registrato da telecamere invadenti.
Un tesoro che affonda le proprie radici anche nel silenzio, nella
riflessione; che di silenzio e di riflessione si nutre; che fiorisce in
retto operare; che è custodito da una maggioranza a volte silenziosa ma
sempre fertile.
Chi svende, tale tesoro, svende la propria identità, la propria dignità.
Peccato!

01/06/2023
Un noto proverbio ricorda che “ogni medaglia ha due facce” diverse,e a
volte addirittura contradditorie.
Vale a dire: ogni realtà, ogni azione, ogni persona sono un impasto di
buono e meno buono; di lodevole e di criticabile, ecc …
Chi, anche a costo di rinunce, si è dotato di una coscienza libera e
responsabile si sente stimolato a conoscere, scegliere, decidere ed
agire di conseguenza.
Ciò premesso è possibile mettersi al lavoro per fare ordine iniziando
dalla propria “casa”.
Un solo esempio! Pensare a se stessi - leggi egoismo - diventa vizio se
è accompagnato dalla parola ”solo”, termine che ignora, dimentica,
esclude o addirittura danneggia gli altri.
Il dovuto rispetto ed amore per se stessi; la difesa dei diritti e delle
conquiste personali; lo sforzo per sempre meglio conoscersi e conoscere,
non necessariamente conducono al soffocante isolamento o all’ illusoria
difesa.
Non scavando fossati o innalzando muri, ma solo aprendo porte e finestre
nascono e fruttificano le relazioni che danno ossigeno alla vita.
Liberiamo, dunque, l’egoismo dagli stracci che lo rendono vizio e
rivestiamolo, dignitosamente, con i panni della virtù.

23/05/2023
Con domenica 28 maggio termina il “tempo pasquale”, il periodo di 50
giorni che il calendario della Chiesa cattolica dedica alla
celebrazione, e non solo al ricordo, della morte e risurrezione di Gesù.
E’ dunque conveniente un bilancio che, alla luce di quanto vissuto,
programmi un cammino coerente e percorribile alla luce della ripetuta
rassicurazione e consegna con le quali Gesù si congeda, dopo la
risurrezione, dai suoi discepoli comprensibilmente smarriti:
“Io sono sempre con voi, in voi … in ogni angolo della terra … ditelo e
testimoniatelo a tutti”.
Tali parole danno origine e fondamento alla conversione, cioè a un
diverso - e a volte minoritario - stile di vita.
Condivido l’affermazione che ciascuno, più o meno consciamente, è alla
ricerca di un “tu”
- persona o situazione - che lo aiuti a superare i propri connaturali
limiti.
Chi si impegna a vivere coerentemente la propria fede può affermare,
serenamente e con gioia:
”Ho trovato! Il mio <tu>, o Signore, sei <Tu>.
Sostegno quanto mai affidabile anche nel sentiero più insicuro”.

16/05/2023
Credo nella efficacia, nella opportunità, nella bellezza dei segni
creati per esprimere e manifestare stati d’animo, convinzioni,
tradizioni. Tuttavia, a volte, tali segni mi appaiono ridotti a
convenevoli incapaci di comunicare e trasmettere realtà e sentimenti non
più compresi né coltivati e tantomeno vissuti.
Mi riferisco soprattutto al contorno festaiolo - più che festivo -
sfoggiato in occasione di eventi religiosi quali - ad esempio -
battesimi, prime comunioni, cresime matrimoni; la celebrazione dei quali
eventi è più preparata e celebrata nei negozi, nei ristoranti, sulla
piazza della chiesa che attorno all’altare .
Che peccato quando le impalcature, montate per facilitare il restauro di
un edificio e promuoverne la rivalutazione, rimangono a nascondere, fino
a soffocarlo, l’edificio stesso!
Ci si può rassegnare a tale andazzo e limitarsi ad una sterile
lamentazione, o è necessario ed inderogabile sensibilizzare le comunità
e le famiglie cristiane per una impegnativa opera di recupero e di
rivalutazione dell’essenziale, sia pure a costo di remare contro
corrente?
Ne vale la pena. E come !!!

10/05/2023
“Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella
vite, così neanche voi se non rimanete in me!”. Parole di Gesù riportate
nel vangelo (Gv 15,4).
L’espressione è facilmente comprensibile grazie al linguaggio che ci è
familiare a motivo degli strumenti tecnici che usiamo abitualmente.
Infatti siamo soliti dire: “ rimanere in rete; essere connessi; avere
campo; prendere o lasciar cadere la linea; essere collegati; in una
parola: rimanere in comunione”.
Chi si sente isolato piomba nella depressione della solitudine.
Le parole di Gesù ci rassicurano: solo chi “stacca la spina” di propria
iniziativa, rimane sterile, inutile.
E la esperienza poi insegna, e responsabilizza, confermando che si
possono sconfiggere tante opprimenti solitudini attivando i molteplici
strumenti di collegamento di cui ciascuno dispone.

27/04/2023
Il presente, che tutti conosciamo e sperimentiamo con le sue
contrapposizioni fra bene e male, non deve fomentare né strumentalizzare
nostalgici rimpianti per un passato non sempre migliore ed ormai
tramontato ma va affrontato con responsabilità, apertura e speranza
verso il futuro.
Saper valorizzare, dal bagaglio del proprio vissuto personale e
comunitario, cose antiche e cose nuove.
Per crescere occorrono radici e ali; memoria e profezia; ricordo e
dinamismo.

18/04/2023
Nonostante i cambiamenti climatici, i quali sembrano condizionarne
capricciosamente il normale susseguirsi, le stagioni seguono il loro
corso.
Vediamo infatti che la primavera si affaccia anche negli angoli
apparentemente più aridi e sterili. Dove poi c’è attenzione, rispetto e
cura fioriscono aiuole di paradiso terrestre.
Lo stesso miracolo si rinnova con la primavera che ciascuno di noi si
porta dentro. Sebbene essa rischi di rimanere soffocata dai modi
negativi di pensare ed agire, i suoi colori, lo vediamo ogni giorno,
riescono a diradare le tenebre più nere.
Non congeliamo la nostra primavera!

04/04/2023
Augurare buona Pasqua! Significa augurare un buon viaggio
verso qualcosa di nuovo e, soprattutto, di migliore.
Il nuovo e il migliore di cui tutti sentiamo desiderio e bisogno.
Gesù è una guida quanto mai affidabile che con la sua morte e
risurrezione costruisce il ponte che unisce terra e cielo.
Consegnati a lui e accetta, a tua volta, di divenire nuova arcata del
ponte.
Buona Pasqua, buon viaggio!

28/03/2023
La Pasqua non si esaurisce nel ricordo dell’evento, pur
spettacolare, di un uomo che ritorna in vita dopo la devastante
crocifissione.
E’ molto di più: quel corpo disfatto rivive. Quel tronco abbattuto
rifiorisce e comunica la fertile linfa ad ogni ramo e germoglio che ad
esso aderisce; ad esso si innesta.
Gesù lo aveva già detto:”Io sono la vite voi siete i tralci; se
rimarrete uniti a me non morirete”.
Chi accoglie il lievito offerto da Gesù diviene, da impasto informe e
sterile, pane fragrante.
La Pasqua di Gesù, dunque, non vuole solo stupirci o convincerci; vuole
coinvolgerci, assimilarci, trasformarci, farci rinascere, rivivere.
Non basta: fare pasqua; bisogna: diventare pasqua! Ci stai?
Scriveva S. Paolo ai primi cristiani: “Se siete risorti con Cristo,
cercate le cose di lassù, dove si trova Cristo seduto alla destra di
Dio; pensate alle cose di lassù, non a quelle della terra” (Col
3,1).

23/03/2023
A volte si pensa, e si dice, che anche gente che non
crede in Dio fa del bene, tanto bene. Verissimo e non c’è che
rallegrarsene.
Ma è altrettanto vero che se si credesse un po’ più correttamente e
coerentemente in Dio sparirebbero - o per lo meno si ridurrebbero - le
guerre, le violenze, le ingiustizie e le cattiverie di ogni specie.
Il riferimento a Dio offre, infatti, validissime motivazioni per fare il
bene e per erigere efficaci baluardi di difesa contro il male.

16/03/2023
“L’appetito vien mangiando” recita un noto proverbio il
quale ispira anche le campagne pubblicitarie. Offrire beni di consumo
stuzzica appetiti, desideri, brame; origina necessità prima sconosciute,
sopite . In altre parole : “se crei bisogni, incrementi la produzione e
il conseguente guadagno”.
Non sempre però, purtroppo, le offerte creano, alimentano e saziano
desideri ed aspirazioni capaci di creare autentico benessere e
progresso.
Ma, fortunatamente, anche il bene si diffonde e contagia - senza tanta
pubblicità - per il solo fatto che esiste e che viene testimoniato e
reso appetibile con spontaneità e modestia.
Quale incoraggiamento e quale responsabilità per gli operatori di pace!!

08/03/2023
Il periodo liturgico che stiamo vivendo, la quaresima, si
apre con il ricordo del soggiorno di Gesù nel deserto.
Un ritiro segnato da rinunce e prove, da tentazioni e vittoria.
Il deserto ricorda anche la solitudine ed il silenzio quali terreni
fertili per riflettere e pensare.
Il pensiero è la colonna vertebrale che mantiene eretta la persona e le
permette di guardare e vedere attorno, oltre, in alto.
Non fuggiamo dunque dal deserto, coltiviamolo anzi! Esso può divenire un
giardino con fiori e frutti!

02/03/2023
Chi non ha sognato mai un mondo migliore? Chi non ha
sentenziato mai: “se dipendesse da me …!”.
Un proverbio ricorda , però, che “tra il dire e il fare …. “.
Oserei aggiungere che prima di dire e di fare occorre “pensare”per
crearsi valide motivazioni, solide basi e, all’occorrenza, sicure
difese.
Non esorto, però, ad erigere baluardi o steccati - i quali creano
concorrenza o addirittura rivalità, - ma metto in guardia dal diluire la
propria identità che va testimoniata pur senza ostentazione o – peggio -
imposizione.
L’impegno per “migliorare il mondo” si sgretola quando si preferisce lo
scontro al confronto, la chiusura al dialogo, l’egoismo personale al
bene di tutti.
Un altro pericolo minaccia la ricostruzione sognata: è la pretesa
di utilizzare materiale fornito da altri, guardandosi bene
dall’intaccare il poco o il tanto serrato nel proprio forziere.
Non a caso è stato scritto che il primo passo verso la libertà e verso
il bene è la difficile - ma necessaria – l’ evasione dal carcere del
proprio io. Una evasione che salvaguarda la genuinità della persona
salvandola dall’egoismo.

23/02/2023
Dalla nostra fronte sarà certamente scomparso presto il segno impresso
con il rito del “mercoledì delle ceneri” che dà inizio alla quaresima.
Mi auguro e ti auguro, però, che rimanga vivo il messaggio trasmesso.
Quotidianamente facciamo esperienza di essere impastati di cenere ma,
imboccando la quaresima la quale – non dimentichiamolo – conduce alla
pasqua, abbiamo aperto un cantiere capace di trasformare la fragile casa
di argilla in cui abitiamo, come singoli e come società, in un edificio
restaurato, rifatto, ricondotto allo splendore originario.
Non perdiamo di vista il cartello: “lavori in corso”, ma evitiamo di
sostituirci all’Architetto progettista, al Capo cantiere e Direttore dei
lavori; senza peraltro ritirarci nel distaccato disinteresse; la casa
che costruiamo è la “nostra casa!”: vale la pena sporcarsi di calce e di
cemento.
Abbiamo già ricordato, ma non guasta ripeterlo, quali siano i materiali
essenziali ed indispensabili: preghiera (collegamento con Dio);
elemosina (buon rapporto con gli altri): digiuno (liberazione da pesi
inutili e quindi ingombranti)!
Il Signore, a chi lavora con tali atteggiamenti, certamente non fa
mancare generosi ed affidabili “bonus!”.

17/02/2023
Ventidue febbraio. Una data ed un appuntamento che voglio valorizzare.
E’ il mercoledì delle ceneri, l’inizio della quaresima. Desidero unirmi
a quanti, comprensibilmente desiderano una società migliore e per essa
si adoperano.
Anche io spero in pasqua universale, in una risurrezione sconvolgente,
in un radicale cambiamento di rotta; per questo non mi fermo alla
stazione dei desideri, non mi limito a plaudire ai generosi volontari,
ma voglio salire sul treno e … partire!
Un viaggio alla riscoperta di me stesso e dei compagni di viaggio: chi
sono e chi dovrei essere; quali i miei rapporti con gli altri, vicini e
lontani.
Sul biglietto di imbarco trovo scritto: “ricordati che sei polvere e
polvere ritornerai!”. Monito non solo per ricordarmi la caducità delle
cose cui mi aggrappo tenacemente, ma anche richiamo alla responsabilità
di rimpastare, rimodellare la terra di cui sono fatto e vivificarla con
il soffio di uno Spirito nuovo. Solo allora sarò la preziosa e
insostituibile tessera dello stupendo mosaico di una umanità rinnovata e
risorta.
Porto con me, e consulto, una preziosa guida: preghiera (saper guardare
in alto); digiuno (alleggerire il bagaglio ingombrante); elemosina
(vicinanza, compassione, collaborazione .…).

09/02/2023
Il sale che dà sapore è anche indicatore di sapienza: non a caso
giudichiamo “sapiente” chi ha “sale in zucca”.
Di fatto i termini “sapore” e “sapienza” nascono dalla stessa radice
latina: “sapere”.
Ma c’è sale e sale!
Esiste , un sapere, una conoscenza ed un sapore che superano i confini
del cervello e del palato umano. Parlo, come già S. Paolo, della
sapienza che è nel mistero di Dio e che ci viene comunicata attraverso
la fede.
Con la fede “Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì, né mai
entrarono nel cuore di uomo … Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito
… Ora noi non abbiamo ricevuto lo spirito del mondo, ma lo Spirito di
Dio per conoscere ciò che Dio ci ha donato” (cfr 1Cor 2,10-12).
Il sale della fede riesce a rendere più gustoso ciò che riusciamo ad
insaporire con il buon senso comune!
Vale dunque la pena di darsi da fare perché le due miniere di questi
“sali” preziosi non si esauriscano.

04/02/2023
A
volte basta un pizzico di sale per rendere gustoso e piacevole anche il
cibo più comune. Come basta un tenue raggio di luce a svelare bellezze
nascoste e trascurate.
Gesù dice ai suoi discepoli : “voi siete sale della terra e luce del
mondo” , vale a dire ”siete chiamati a scoprire e rivelare i semi di
bene e di bello sparsi in ogni vita e situazione.
In quel “voi” siamo compresi tu ed io!
Svegliamoci dunque, senza fare tanto chiasso: il sale è efficace solo
quando si scioglie, scompare; così la luce: non si guarda la luce , ma
le cose illuminate.
Ma a quale miniera attingere sale, a quale faro attingere luce?

08/06/2022
Avrai sentito parlare del “sinodo”, o “cammino fatto insieme”, che la
Chiesa cattolica sta proponendo in tutto il mondo. Si tratta di
riflettere a più voci senza escludere, anzi privilegiando, quanti
cantano fuori del coro.
La Chiesa intende verificare la sua fedeltà al mandato di Gesù, suo
fondatore, che la vuole testimone credibile del fertile seme di bene che
Dio depone in ogni creatura.
Dobbiamo dunque esaminarci, e lasciarci esaminare, sul conto che
facciamo delle parole di Gesù il quale promette di essere e rimanere in
comunione, quale buon compagno di viaggio, con quanti credono ad un Dio
paterno di cui accolgono con fiducia, e quindi con gioia, proposte,
parole, interventi.
Dal sondaggio al progetto, dal progetto all’azione senza preoccuparsi
eccessivamente di restaurare la facciata ma di curare significativi
interventi sulle fondamenta!
“Sinodo”: parlare ma, soprattutto, “camminare insieme”!

02/06/2022
La Pentecoste, per i cristiani, è una festa solenne: la autentica,
proverbiale “ciliegina sulla torta”.
Essa infatti, se celebrata autenticamente, rinnova la piena
realizzazione della missione di Gesù.
Il quale, Gesù, non si è limitato a parlarci di Dio; non si è limitato
ad indicare la strada che ci porta in alto, ma ha acceso il nostro
motore con una scintilla che lui solo poteva comunicare.
La Pentecoste celebra il dono della scintilla di Spirito Santo, il quale
Spirito Santo non è altro che lo “spirito”, cioè la “vita” di Dio, il
santo per eccellenza.
Grazie a questa scintilla entriamo in comunione con Dio, da Lui siamo
considerati figli e, se figli, anche eredi!
Forse, però, il nostro “motore” sta perdendo colpi ed ha, quindi,
bisogno di una accurata revisione!

14/05/2022
Non ho partecipato, il 12 maggio a Rumo, ai funerali della mamma di P.
Modesto. Non ho partecipato fisicamente ma non potevo non esserci. E per
il ricordo affettuoso e la stima nei confronti di Modesto, inseparabili
dalla ammirazione per sua madre ”Annetta” conosciuta in molteplici
occasioni quale sorgente inesauribile di semplicità, di accoglienza,
entusiasmo, generosità e operosità. Sorgente cui hanno attinto, e
continuano nel ricordo ad attingere, quanto la hanno incontrata e
frequentata, e soprattutto i suoi figli. Un raggio di sole che ha
illuminato senza abbagliare. Un raggio di sole che continua a spargere
luce oltre i lunghi anni trascorsi quaggiù.
“Grazie” mamma Annetta!

06/05/2022
Dice Gesù: “Le mie pecore ascoltano la mia voce, ed io le conosco ed
esse mi seguono” Gv 10,27.
Ascoltare, conoscere, seguire : azioni che si compiono necessariamente
con altri, con l’Altro. Ascoltarsi, conoscersi, camminare insieme.
Essere in comunione. Costa ma … è bello e ne vale la pena!

14/04/2022
Entrando nella casa di Zaccheo, il quale certo non profumava di incenso,
Gesù esclamò: “Oggi per questa casa è venuta la salvezza” (Lc19,9).
Si è trattato di un incontro straordinario, rigeneratore.
Una vera Pasqua; come quella che oggi bussa alla porta di casa tua!
Auguri!

24/03/2022
“Fare Pasqua” significa lasciarsi coinvolgere in quella che Gesù chiama
la sua ora nella quale realizza appieno la sua missione con la morte in
croce e risurrezione.
Ci si prepara a Pasqua con i quaranta giorni della “quaresima” nei quali
siamo invitati a riscoprire i valori fondanti di un’autentica esistenza.
Potremmo paragonarci ad un triangolo equilatero che ricompone armonia
fra i suoi lati.
Le tre dimensioni o “lati” della nostra vita da relazionare fra loro
hanno un nome:
Dio, gli altri, io.
La quaresima, per conservarci equilateri, ci suggerisce con insistenza
di:
incontrarsi e confrontarsi con Dio (preghiera);
incontrarsi e confrontarsi con sé stessi (chi sono e dove sono);
incontrarsi e confrontarsi con gli altri (rispetto, accoglienza, aiuto).
(per continuare a leggere clicca qui)

27/02/2022
Ritengo opportuno l’invito a non sprecare, con superficialità e
autosufficienza, la quaresima che il calendario della Chiesa chiama”
tempo opportuno, tempo di salvezza”. Tempo dedicato alla riscoperta e al
gusto dell’essenziale, del prezioso.
Abbiamo bisogno, perciò, di una cura disintossicante! Dobbiamo usare più
spesso il setaccio che ci permette scartare ciò che non merita; dobbiamo
impegnarci a vedere e a guardare con occhi privi di pagliuzze o pali che
distorcono o nascondono la realtà; non dobbiamo rassegnarci a procedere
a tastoni o guidati da luci equivoche ed intermittenti.
La quaresima mi sprona alla ricerca e all’incontro di ciò per cui vale
la pena e la gioia di vivere.
La quaresima mi indica tre direzioni, tre mete cui tendere: il mio
essere con i limiti da superare e le possibilità da sfruttare; la
dignità di ogni persona da rispettare ad ogni costo; il cuore di Dio,
prima sorgente di ogni bene.
La quaresima mi insegna l’arte della regia in quanto mi aiuta ad
assegnare il posto giusto agli attori con me protagonisti nel film della
mia esistenza terrena.

07/02/2022
Anche chi non si lascia coinvolgere dall’annuale festival
sanremese della canzone italiana, viene in qualche misura interessato -
o anche solo sfiorato - dai giudizi e dai commenti che fanno seguito a
gesti e parole di cantanti, ospiti d’onore, personaggi più o meno noti
al pubblico.
E’ successo anche quest’anno e mi sono reso conto che a volte, la più
efficace manifestazione di riserva o fastidio sia spegnere il
televisore, qualora fosse stato acceso. Senza peraltro spegnere il
confronto sempre arricchente anche se scomodo.
La mia attenzione è stata attirata dal commento fatto dalla giornalista
Marina Corradi, all’intervento di Checco Zalone il quale, se ho ben
capito, vede la radice della insoddisfazione che avvelena l’esistenza di
molti nel ritenersi “poco ricchi”.
“Quanto però farebbe bene – scrive la Corradi - vedere, una volta sola
nella vita, un campo profughi in Siria. O passare la frontiera con la
Francia, d’inverno, sulle Alpi – in scarpe da tennis e senza giacche a
vento firmate. Vedere in TV non basta. In TV non si sente il freddo, o
il sole che picchia, e i bambini che piangono, e quanto è minaccioso il
mare. In TV non si percepisce la fame, l’odore della paura. Le immagini
scivolano via: era un fil, era vero?
Il poco ricco tornerebbe, da un simile viaggio, sconvolto, ma forse più
umano. Viaggi impossibili, certo. Intanto, però, chissà che in quelle
due parole di Zalone qualcuno non si sia riconosciuto. E un dubbio,
almeno, non lo abbia traversato”.

13/01/2022
Ciascuno di noi ha la tendenza, e la responsabilità, ad
essere artista. Creatore cioè di un’opera di valore; unica e originale;
bellissima anche se non perfetta; gratificante e arricchente.
Non sempre, però, le nostre fatiche e preoccupazxioni generano un
capolavoro, e questo per un semplice motivo: lavoriamo con e su una
materia prima che non ci appartiene. Le persone con le quali siamo in
contatto, e non solo esse, sono considerate da noi blocchi di marmo,
colate di bronzo incandescente, cera malleabile che pretendiamo
modellare e plasmare a nostro piacimento. Fortunatamente il più delle
volte è fatica sprecata.
Più saggiamente ed efficacemente, ciascuno può e deve fare un’opera
d’arte utilizzando le pietre e i metalli preziosi di cui egli stesso è
dotato; usando la tela, i colori ed i pennelli finora dimenticati o
sprecati.
Più che pretendere dal campo degli altri ciascuno lavori la propria
terra: è più faticoso ma i frutti sono certamente più saporiti.

30/12/2021
In questi giorni di inizio d’anno si moltiplicano, con
sincerità ed affetto gli auguri, i “migliori auguri”! Forse non tutti si
realizzeranno ma, se accompagnati da responsabilità ed impegno, non
resteranno sterili.
Così recita il detto di un anonimo ottimista:
“Se non ottenni frutti, ne valse la pena per i fiori. Se non ottenni
fiori ne valse la pena per l’ ombra. Se non ottenni l’ ombra ne valse la
pena per la volontà di seminare”

18/12/2021
Non è certo che Gesù sia nato proprio il 25 dicembre di
2021 anni fa.
E’ certo però che, anno o giorno più o meno, Egli sia nato; ed è
storicamente provato e tuttora evidente il suo influsso positivo sulla
civiltà dei popoli. E’ quindi un compleanno da ricordare, o meglio da
celebrare, quanto e molto più del natale di Roma, della indipendenza
della propria nazione, della nascita di uomini illustri.
Gesù migliora il mondo presentando Dio come Padre che è nei cieli, ma
che conosce e cura il numero dei capelli sul capo di ognuno; insegnando
ad amare gli altri i quali conservano la propria carta di identità, a
volte sbiadita o sgualcita, ma continua ad attestare che tutti siamo
figli dello stesso Padre e, conseguentemente, fratelli.
A questo punto una obiezione comune rischia di declassare il natale a
mitica e puerile favola, con i noti risvolti commerciali. Si dice
infatti: “ Se con la nascita di Gesù la umanità ha ricevuto la capacità
di progredire, come mai - dopo anni e secoli - le cronache e gli stessi
diari personali registrano e documentano ancora ingiustizie, cattiverie,
indifferenza, sfruttamento, guerre, gelosie e violenze di ogni genere?
Altri, meno critici, dicono che il Natale migliora il mondo ma per un
solo giorno: il 25 dicembre!
Una risposta convincente la troviamo nella riflessione del Vangelo
secondo Giovanni:
“Veniva nel mondo la luce vera.
Quella che illumina ogni uomo …
Eppure il mondo non lo ha riconosciuto …
Venne fra i suoi ma i suoi non lo hanno accolto.
A quanti però lo hanno accolto
Ha dato il potere di diventare figli di Dio … (1,9…12).
E’ il metodo di Dio il quale si propone senza imporsi!
Auguri per il Natale di
Gesù 2021
“Quando Lo incontriamo ci sentiamo rinascere!
Il 25 dicembre
non perdiamo l’appuntamento con Lui “

30/11/2021
Se vuoi “arrivare a Natale!”
Mi pare che tre parole, più di tante luci, indichino la via più idonea
per non mancare il “traguardo Natale”.
Per rivivere Natale occorre riconoscere una venuta, non esitare ad
andare, ricercare un incontro.
Leggiamo nel vangelo di Giovanni: “(Gesù) la luce vera, quella che
illumina ogni uomo, veniva nel mondo …
venne fra i suoi ma i suoi non lo hanno accolto … ma a quelli che lo
hanno accolto ha dato la possibilità di diventare figli di Dio”.
Andare verso chi si avvicina è la prima forma di attenzione, di
interesse, di accoglienza:
“andiamo dunque fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il
Signore ci ha fatto conoscere”
decidono, nella narrazione di S. Luca, i pastori avvisati dagli angeli.
Si viene e si va per incontrarsi, rallegrarsi, comunicare, collaborare,
sostenersi, camminare assieme, …
Se vuoi un Natale “che sia tale!” devi incontrare Gesù; nella sua
parola, nella voce della tua coscienza, nel volto e nel carattere di chi
ti vive accanto,
e non solo.
Devi incontrarlo faccia a faccia, meglio, cuore a cuore nei sacramenti
della riconciliazione e della eucaristia.
08/10/2021
“Hai voglia di partecipare al Sinodo”?. “E di che si
tratta”, mi risponderai! “Non c’entrano le maratone, i cortei, le
gare!”, chiarisco.
Il termine “sinodo” deriva dal greco e significa: “fare strada, o
meglio, camminare insieme”.
Quando si viaggia o si cammina in compagnia è spontaneo parlare,
dialogare, confrontarsi, discutere, imparare, ecc … ecc …
La parola sinodo si usa, soprattutto nel gergo ecclesiastico, per
indicare le riunioni di riflessione, di proposte, di programmazione ad
opera di alcuni vescovi, provenienti da tutto il mondo.
Il prossimo sinodo generale dei vescovi si terrà fra tre anni e, per
decisione del papa, sarà preceduto da una preparazione da elaborare in
ogni comunità diocesana e parrocchiale: con il contributo di tutti. Tale
preparazione contribuirà ai “lavori del Sinodo”. A Genova si inizierà il
17 ottobre p.v.
Il tema ispiratore è una scrupolosa TAC alla quale la chiesa cristiana,
e cattolica in particolare, si affida per meglio capire quale chiesa ha
voluto Gesù Cristo; quale chiesa siamo realisticamente; quale il cammino
da percorrere; quale atteggiamento tenere con i lontani o indifferenti.
. Ciascuno, quindi, è invitato a diagnosticare e, all’occorrenza, a
curarsi e curare.
Puoi partecipare, concretamente e fruttuosamente, al sinodo se ti
impegni: in famiglia, fra gli amici, sul lavoro, a scuola, al bar a
parlare della tua fede; dialogare,confrontarsi, discutere, imparare. Non
si tratta di elencare, premiare, squalificare ma piuttosto di darsi una
mano; proprio come avviene quando si cammina sulla stretta strada, verso
un’unica meta.
Con semplicità, con rispetto, con generosità. Ne vale la pena!

16/09/2021
“Chi crede in Dio e si fida di lui non creda di viaggiare
su una nave-rompighiaccio capace di superare ogni ostacolo; neppure in
una nave da crociera che permette di rimanere relativamente tranquilli
anche quando il mare è agitato.
Chi ha fede attraversa con una barca il lago di Galilea durante la
tempesta: la barca si riempie d’acqua ma … non affonda!”.

03/09/2021
Quanto segue non è farina del mio sacco: è una
riflessione rubata che interpella e chiama in causa, oso sperare, anche
chi non si sente tra gli addetti ai lavori:
“Il sacerdote è prima di tutto il ministro della Parola e dei
sacramenti. Fino a che si guarderà a Dio come al possibile rimedio per
ogni serio o banale incidente; finché il prete sarà considerato
soprattutto l’animatore dell’oratorio per ragazzi e delle opere di
carità; finché si ricorrerà a lui perché rallegri i giorni con le feste
del battesimo, della prima comunione, del matrimonio e nulla più,
avanzerà il deserto della secolarizzazione. Per fortuna ci si accorge
ben presto di avere altre esigenze ed aspirazioni e ci si sente spinti a
puntare, seppure con fatica, più in alto”.

06/08/2021
Quando, ogni mattina, recito il “Padre nostro” mi piace
intenderlo così:
“dacci oggi, Padre, il pane quotidiano. Il pane del tuo amore capace di
sostenere, colorare, profumare ogni nostro gesto.
Il pane del tuo amore che semina e fa crescere in noi la
vita piena, beata, eterna. Amen!”

31/07/2021
Credere vuol dire avere fede,
aver fede significa fidarsi,
fidarsi non è altro che affidarsi.
Quando domandano a Gesù:”Cosa dobbiamo fare per compiere le opere di
Dio?”
Egli risponde:”Che crediate in colui che Egli ha mandato”.

21/07/2021
Si cambia l’abito a seconda della stagione, del lavoro da
svolgere, degli ambienti ed incontri frequentati, ecc …
E’ opportuno e conveniente.
Alcuni, purtroppo, con l’abito usano e cambiano anche la maschera – non
certo quella utilissima anti Covid-19 - nel tentativo non solo di
proteggersi o di nascondersi, ma peggio ancora di ingannare. Per fortuna
rimane conosciuto ed efficace il detto popolare il quale ammonisce che:
“l’abito non fa il monaco”.
Chi, con frequenza e disinvoltura, è solito cambiare maschera o gabbana
svuota e saccheggia inevitabilmente se stesso al punto di non
riconoscersi, di non ritrovarsi più. Che peccato!

16/07/2021
Svariate iniziative tendenti a promuovere il bene di
tutti - adoperandosi a promuovere e difendere la dignità propria di ogni
persona - rischiano di essere snobbate od ostacolate perché di matrice
religiosa, politica, culturale, ecc …, non condivisa; e spesso neppure
rispettata come si dovrebbe. Tutti affermano di difendere valori
essenziali e irrinunciabili ma, in pratica, non ci si accorda sul
contenuto delle parole che li esprimono. Si pensi ad esempio al modo
diverso di intendere la libertà, il diritto, il rispetto, la
uguaglianza, il merito, e così via.
Credo che i risultati sarebbero migliori di quelli finora raggiunti se
si facesse leva anche su convinzioni e motivazioni religiose e
trascendenti le quali, pur non esenti talvolta da interpretazioni e
iniziative distorte, hanno inciso positivamente sulla storia e sulla
cultura dei popoli.
Chi crede nella Bibbia dovrebbe ricordare queste solenni affermazioni:
“Né chi pianta né chi irriga è qualcosa, ma è Dio che fa crescere. Voi
siete il campo di Dio, l’edificio di Dio” (1Cor 3, 7. 9) e: “Se il
Signore non costruisce la casa invano vi faticano i costruttori. Se la
città non è custodita dal Signore, invano veglia il custode” (Sal 126).
La conclusione viene da sé: “ogni fatica è vana senza il Signore”.
Che peccato, quale danno se la famiglia cristiana, trascurando e
rinunciando al proprio diritto-responsabilità di “tirare su i figli”,
non colmasse le lacune della educazione laica e talvolta laicista.
L’esperienza conferma la previsione di Gesù: “Perciò chiunque ascolta
queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile ad un uomo saggio
che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia,
strariparono i fiumi, soffiarono i venti e caddero su quella casa, ma
essa non cadde, perché era fondata sulla roccia!” (Mt 7,24 – 25).

01/07/2021
Ti è mai capitato di dover riordinare un cassetto, un
angolo della casa, un ripostiglio o un semplice contenitore?
Hai dovuto esaminare e scegliere: cose da buttare perché inutili, perché
usurate, perché guaste, in una parola inservibili o peggio. Insieme cose
da metter da parte, da conservare perché: “possono venire bene!”.
Quel cassetto, quel ripostiglio, quel contenitore è dentro di te e si
chiama “coscienza”. Sarà mica da riordinare?
In essa c’è luce naturale per discernere, e lampade altrettanto
affidabili: la fede e la buona educazione ricevuta.

24/06/2021
E’ saggio ed utile aggiornarsi sui “fatti del giorno”
anche ascoltando e leggendo commenti ed interpretazioni che aiutano ad
affrontare situazioni ed eventi con l’ atteggiamento ritenuto più idoneo
.
Molto più saggio ed utile, però, è preoccuparsi di generare in se stessi
gli anticorpi che abilitano a vivere, non da protagonisti ad ogni costo,
bensì da persone capaci di riflettere, esaminare, scegliere ed agire di
conseguenza; senza presunzione, ma con libertà e con rispetto per sé per
gli altri.
Riusciamo a produrre vaccini efficaci quando sul nostro carattere,
deposito innato di pulsioni ed emozioni, riusciamo a costruire il
temperamento che, secondo il significato del termine, “tempera” cioè
armonizza ed equilibra pulsioni ed emozioni sotto la guida di principi
validi e convincenti.
Un lavorio che non conosce ferie o scioperi, un lavorio che dal diamante
grezzo che abbiamo in dotazione ricava i diamanti che adornano di
gioielli la nostra ed altrui esistenza. Un lavoro paziente e prezioso
che può essere condiviso, ma non delegato in toto ad altri.

12/05/2021
Il calendario della Chiesa cattolica fa seguire alla
festa di Pasqua un periodo di cinquanta giorni, il tempo pasquale che si
concluderà a Pentecoste; tempo in cui siamo invitati a confrontarci sul
messaggio e sulla eredità della festa celebrata. Messaggio ed eredità
che ripropongo con le parole usate da S. Paolo nella lettera diretta,
pochi anni dopo la risurrezione di Gesù, alla comunità cristiana della
città di Efeso, nella odierna Turchia. Egli scrive: “Dovete rinnovarvi
nello spirito della vostra mente e rivestire l’uomo nuovo, creato
secondo Dio nella giustizia e nella santità vera” (Ef 4, 23-24)
Troppo spesso ci si preoccupa di rinnovarsi nel modo di agire e di
comportarsi, senza curarsi di verificare le motivazioni emotive con un
adeguato corredo razionale e spirituale; unico corredo che rinnova una
persona e di conseguenza, seppure lentamente e faticosamente, la
società.
Non rendiamo sterile il seme deposto in noi dalla Pasqua ma accogliamolo
e coltiviamolo con cura. Non tarderà a maturare

20/04/2021
Padre Modesto avrebbe certamente commentato, con lo stile
vivace ed incisivo che gli era proprio, la pagina evangelica del “bel
pastore” che dà il nome alla prossima IV domenica di Pasqua.
Ad essa si era ispirato nella sua opera educativa che mira a creare un
“recinto allargato” (non una serra protettiva e chiusa) nel quale ci si
prendesse cura e responsabilità gli uni degli altri con la benevola
sollecitudine ed autorevolezza del “bel Pastore”.
Tutti ci rendiamo conto della necessità di individuare e seguire un
“pastore” che ci conosca e ci chiami per nome; ci sostenga e ci
custodisca. Ci guidi.
Gesù, sulla propria carta di identità, si presenta: “io sono la via, la
verità, la vita”.
E’ necessario seguirlo, lasciarsi condurre. Camminare con lui.
La didattica a distanza, ce ne accorgiamo, ha i suoi limiti.

06/04/2021
La pasqua non si esaurisce nel ricordo del segno, pur
spettacolare, di un uomo che ritorna in vita dopo la devastante
crocifissione.
E’ molto di più: quel corpo disfatto, raggiunge ed attinge ad una
sorgente di una vita nuova libera da gretti orizzonti, fondata su più
autentici valori, sostenuta da motivazioni convinte e rinnovate.
C’ancora di più: quel tronco rifiorito comunica la fertile linfa, ad
ogni ramo e germoglio che a lui aderisce, in lui si innesta.
Gesù lo aveva già detto:”Io sono la vite voi siete i tralci; se
rimarrete uniti a me non morirete, anzi …!; chi accoglie il lievito che
Io dono, si trasforma - da impasto informe e sterile - in pane
fragrante”.
La pasqua di Gesù, dunque, non vuole solo stupirci o convincerci; vuole
coinvolgerci, assimilarci, farci rinascere, rivivere. Non si limita a
farci fare pasqua: tende a farci diventare pasqua!
Scriveva S. Paolo ai primi cristiani: “Se siete risorti con Cristo,
cercate le cose di lassù, dove si trova Cristo seduto alla destra di
Dio; pensate alle cose di lassù, non a quelle della terra” (Col
3,1).

24/03/2021
Avremo certamente udita, e forse anche ripetuta,
l’espressione: “felice come una pasqua!” usata per indicare la gioia di
una persona. Gioia grande che rimanda a quella degli Ebrei che ricordano
a pasqua la fine della schiavitù nell’antico Egitto, e a quella dei
cristiani che celebrano la risurrezione di Gesù che imprime nuovo corso
alla storia di ciascuno e di tutti.
Ma la nostra esperienza personale ci permette ancora di credere alla
gioia e di sperare di raggiungerla e di conservarla?
Si perde la felicità e la conseguente gioia se non abbiamo o ci vien
tolto ciò che dona sicurezza e serenità: la famiglia, la salute,
l’amicizia, l’amore, la solidarietà, il lavoro, la pace, le buone
relazioni, ecc … ecc …
Eppure anche in assenza di tali valori, e di innumerevoli altri, rimane
alta - anche se celata od inconscia - la tensione a qualcosa di
migliore, di appagante, di rasserenante.
No! Non è possibile essere felici se gli orizzonti e i desideri sono
limitati al quotidiano e all’immediato, se non ci si apre con fiducia ad
un “oltre” che trascende i nostri calendari, esperienze e calcoli:
“Il Signore ravvivi
nel cuore di ciascuno
la sorgente della fiducia
e della speranza
FELICE PASQUA

17/03/2021
Ritengo utile riproporre alcune indicazioni per evitare
di accompagnare, come spesso capita, l’esercizio della autorità con
l’autoritarismo anziché, come si conviene, con la autorevolezza.
Genitori, insegnanti, educatori, preti i quali si preoccupano piuttosto
di essere autoritari e quindi obbediti, più che di essere autorevoli
tramite la convinzione e la conseguente coerenza.
Eppure da secoli si ripete che” gli esempi, convincono più delle
parole!”.
Ma il rischio non è solo per le categorie sopra ricordate, ma per
ciascuno, perché tutti siamo convinti, o tentati di credere, di avere
qualcosa che ci rende superiori agli altri: intelligenza, pratica,
disponibilità varie, età, professione, ecc .. ecc ..
I conflitti, le disobbedienze, le contrapposizioni, le discordie, le
rivalità nascono il più delle volte perché non si mira a conciliare ma a
prevalere. Si parla più di “o … o”, anziché di “e … e”.
E questo avviene quando si evita il confronto perché non si hanno
motivazioni valide ed esempi praticabili da offrire.
Può succedere allora che, in alternativa, si ricorra ai pugni sul tavolo
e … non solo sul tavolo.

25/02/2021
Don Lorenzo Milani, valido educatore non sempre compreso, ha scritto nel
suo “Esperienze pastorali” che a quanti gli domandavano cosa dovesse
fare un buon educatore, egli rispondeva che la domanda era formulata in
modo sbagliato. E aggiungeva: “non bisogna infatti preoccuparsi di cosa
bisogna fare ma, piuttosto, di come bisogna essere”.
Lo dice anche un antico proverbio: “si agisce secondo quello che si è (agere
sequitur esse)”.
Lo ricordino i genitori e tutti coloro che si spendono in mille modi per
cambiare (in meglio!) il mondo, senza tuttavia preoccuparsi di
migliorare se stessi.

10/02/2021
Mercoledì prossimo -17 febbraio – molti “prenderanno le Ceneri”.
Un rito religioso significativo e impegnativo. Il simbolo ci mette in
guardia dal costante pericolo di sbagliare obiettivi col rischio di
riempirsi le mani con un “pugno di mosche”. Ci ammonisce a non valutare
oro ciò che è solo cenere.
Ma ci ricorda anche che da un impasto di umile fango o cenere è nato uno
stupendo miracolo: la creatura umana.
Ci assicura che lo stesso miracolo di “rimpasto” è possibile.
Per ciascuno: a Pasqua!

27/01/2021
Qualcuno lamenta, a ragione, la progressiva scomparsa di
uno strumento che ha creato e diffuso, per secoli, cultura e civiltà.
Parlo della carta stampata.
Se fino a qualche anno fa si notavano lettori anche sui mezzi pubblici
di trasporto e nelle sale di attesa, oggi gli occhi della maggior parte
delle persone non vanno oltre i pochi centimetri quadrati del telefonino
o del computer. Un progresso o un arretramento? La risposta, che
necessita di complesso esame e documentazione, si potrebbe tuttavia
semplificare: dipende dall’uso che si fa degli strumenti e dal messaggio
che si veicola. Così avviene anche in natura per molti elementi: si
pensi, ad esempio, ai benefici o ai danni originati dall’acqua e dal
fuoco.
La parola, in mille modi proferita o ascoltata, può consolare od
abbattere, interessare o distrarre, incoraggiare o distruggere, portare
frutto o isterilire, giovare o rovinare, promuovere o bloccare ecc… ecc…
Si richiede quindi grande responsabilità in chi comunica e trasmette; in
chi riceve ed elabora.

12/01/2021
Se a gennaio inoltrato continuassi a distribuire - come
facevo negli ultimi giorni di dicembre - auguri di buon Natale e di buon
Anno, la gente mi guarderebbe stupita.
Per alcuni, forse i più, il Natale e il Capodanno sono ricordi che vanno
sbiadendo, come i segni con i quali sono stati vissuti, per ricomparire
fra un anno.
Ma chi ha celebrato Natale nella sua dimensiona religiosa e ha gioito
nel ricordare che esso rinnova l’incontro avvenuto, tramite Gesù fra il
cielo e la terra, non trova anacronistico l’augurio che il rinnovato e
rinsaldato rapporto tra noi e Dio – continui a vivificare, confortare,
influenzare il nostro quotidiano: oggi e domani.
Riponiamo pure gli addobbi dell’albero, le statuine del presepio,… ma
continuiamo, però, ad accogliere ed ospitare Colui che non venne solo di
passaggio, ma per abitare stabilmente fra noi. Nella misura in cui lo
lasceremo crescere, sentiremo rinascere e crescere anche noi, e con noi
il nostro piccolo e grande mondo. Un natale da vivere ed augurare
perennemente!

28/12/2020
Credo nelle parole di augurio che dono e ricevo in questi
giorni.
Credo sincero il desiderio di bene che esprimono.
Ma ci credo, soprattutto, perché tali parole sono semi resi fertili da
Chi, come abbiamo ricordato celebrando il suo Natale, venne ad abitare
da buon vicino, fra noi.
A quanti lo riconoscono ed accolgono Egli, infatti, insegna a coltivare
i cuori dai quali possono nascere i gusti e i colori che rendono
migliori i giorni del nostro calendario.

25/12/2020


09/12/2020
Non so quando sia nata la
tradizione di celebrare la messa di Natale a mezzanotte. Certamente uno
dei motivi ispiratori è stata la narrazione del Vangelo (Lc 2, 8-15)
dove leggiamo che, quando nacque Gesù, “c’erano in quella regione alcuni
pastori che, pernottando all’aperto, vegliavano tutta la notte facendo
la guardia al loro gregge”. Dopo l’annuncio dell’angelo essi si
affrettarono: “Andiamo dunque fino a Betlemme, vediamo questo
avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere” (ivi).
Si aggiunga poi la scelta del 25 dicembre giorno in cui, presso popoli
antichi, si celebrava la nascita del sole, e del momento preciso: le 24,
ora in cui inizia il giorno. Per i cristiani infatti Gesù è il vero
sole, il nuovo giorno, la insostituibile sorgente della Luce.
Questi segni o simboli non vengono eliminati dalle valide motivazioni
che spostano, quest’anno, la “messa di mezzanotte.
Anticipando - ma sarà già buio!- di qualche ora la celebrazione
affrettiamo l’attesa, intensifichiamo la preparazione e accresciamo la
gioia dell’incontro. Dell’incontro con la Luce!
“I pastori, continua Luca (2,20), se ne tornarono, glorificando e
lodando Dio, per tutto quello che avevano udito e visto”.
Un Natale diverso ma non un Natale
opaco, triste.
Un “Natale che sia tale”.
Auguri.

26/11/2020
- Incontrarsi o avvicinarsi rischia di rimanere, date le
attuali pressanti raccomandazioni, un desiderio mancato. E ciò proprio
nell’approssimarsi del Natale, per eccellenza festa dell’incontro.
- Qualcuno, però, preme per avvicinarsi; e bussa. Gesù non si rassegna
al distanziamento, anzi …! E noi lo attendiamo, a cuore aperto, perché
abbiamo bisogno di Lui. Ci manca!
E’ questo l’atteggiamento più idoneo per vivere l’avvento, tempo di
attesa.
- Per incontrare Gesù, che bussa alla tua porta e attende di essere
accolto come un buon vicino di casa, ti propongo di procedere ad una
presentazione non formale e frettolosa.
Occorre, innanzitutto, sostare davanti allo specchio, rimuovere
fotomontaggi ingannevoli e chiederti: “Chi sono, come sono, dove sto
andando; con quali progetti, desideri, sogni e punti di riferimento, di
sostegno; ecc … ?”. Potrà essere necessario, il sacramento della
confessione e riconciliazione che convalidi o meno la tua diagnosi e ti
indichi la cura.
Il secondo passo, anch’esso impegnativo e necessario ti porta ad
indagare su Gesù sottoponendo a radiografia i vangeli, cioè le
testimonianze affidabili di quanti lo hanno conosciuto direttamente, lo
hanno ascoltato, lo hanno seguito, lo hanno comunicato e tramandato. Si
tratta di rileggere con calma, giorno dopo giorno il vangelo, sempre
nuovo ed affascinante.
- L’incontro fra te e Gesù, incominciato sul pianerottolo, sull’ uscio
di casa non è solo un ricordo che ti porta indietro negli anni, ma
perdura, si trasforma in stima, amicizia, fiducia soprattutto con la
partecipazione alla messa domenicale dove conosci altri amici e fratelli
di Gesù da accogliere, nel suo nome, come tuoi nuovi amici e fratelli.
- E’ questo il miracolo del Natale; è questo il miglior regalo che puoi
fare a Gesù e ricevere da Lui.
Un 25 dicembre reso più libero ed autentico, grazie anche a norme e
decreti meritevoli obbedienza pur se nati da altre preoccupazioni ed
intenti.
Buon avvento.

21/11/2020
Preparandomi all’incontro, domenica 29 novembre, con la
nuova edizione del “messale” – il libro che, come dice il nome stesso,
guida alla celebrazione della messa – ho avuto occasione di “riscopre
l’acqua calda”, come siamo soliti dire allorché prendiamo coscienza di
qualcosa cui raramente prestiamo la dovuta attenzione pur avendola
sempre a portata di mano.
Il messale, durante la celebrazione, è letto ad alta voce quasi
esclusivamente dal celebrante ma i presenti esprimono spesso la loro
attenzione e partecipazione con una sola parola solenne, ricca di
significato:
“Amen!”. Vale
a dire: “è così, così sia, lo credo, mi auguro e mi impegno perché sia
così, non esistono alternative migliori”.
Il messale è la guida più sicura per la nostra preghiera, per condurci
alla familiarità e confidenza con Dio. E quante volte ci lamentiamo di
non saper pregare!
Il messale dà voce alla preghiera personale e di tutta la comunità non
solo cristiana ma umana, universale.
Seguendo il messale ci rendiamo conto di aver bisogno di perdono; ci
arricchiamo con l’ascolto di parole che giungono la cuore; esprimiamo
lode e gratitudine; rinnoviamo realisticamente la presenza di Gesù. Una
presenza che ci serve come l’aria per respirare, e quindi per vivere.
Terminata la messa mi verrebbe voglia di portarmi il messale a casa!
Impossibile: troppo pesante ed ingombrante!
Ma posso trovargli un posto nella mia mente e nel mio cuore e,
soprattutto, … nella mia vita!

8/11/2020
Mi sento precario, insicuro, instabile, fragile,
preoccupato.
Dovrei e vorrei sentirmi provvisorio cioè in attesa di una collocazione
e posizione migliore, appagante, rasserenante. Desidero imboccare un
sentiero il quale mi conduca ad una meta identificata e raggiungibile, e
mi liberi dalla esitazione che mi assale di fronte a molteplici
indicazioni di strade che possono condurre sì a tranquille oasi pur
sempre però insidiate dal deserto.
Ce la faremo; andrà tutto bene ; mettiamocela tutta; rendiamoci
responsabili e solidali, ecc …!
Ma per fare veramente un passo avanti, come tutti ci auguriamo, è
necessario che ciascuno trovi tempo e voglia non solo di interrogare, di
ascoltare, di agire, ma soprattutto di ascoltarsi, interrogarsi,
impegnarsi.
E’ necessario riprendere in mano e consultare la bussola della propria
coscienza e della propria fede, bussola ricevuta - insieme ad una mappa
che traccia un sentiero inviolato - entrando nel mondo.
Con altri, insieme verso la stessa meta, ma con scarpe diverse.

31/10/2020
Alcuni giudicano la fede-fiducia in Dio, e conseguente
preghiera, quasi una fuga dalla realtà, una evasione ed una illusione.
Essa, al contrario, aiuta ad immergersi nel quotidiano guidati e
scaldati da una luce che permette di cogliere l’essenziale a di là delle
ingannevoli ed instabili apparenze.

21/10/2020
Qualche giorno fa ho raggiunto, per la prima volta, la
vetta dei miei ottanta anni ed ho rivisitato alcuni pensieri letti ed
annotati strada facendo. Oso proporli anche ai lettori molto più
giovani.
“Con il passare degli anni si sperimentano vari limiti evidenziati
dal declinare delle forze fisiche e dal passo spedito di chi ci cammina
accanto giusto il tempo per sorpassarci.
La prima reazione può essere di disappunto. Poi il buon senso ci dice
che è la legge della vita. Infine, con mille altre motivazioni, si
addolciscono le istintive motivazioni e si sente la serenità a portata
di mano.
Non si tratta, però, di ritirarsi o di rendersi marginali, ma di
occupare il posto giusto al tempo giusto.
Dio non disegna posteggi o, peggio ancora, ripostigli ma ritaglia spazi
su misura”.

13/10/2020
Chi frequenta la messa domenicale si accorgerà, tra qualche settimana,
di alcuni cambiamenti inseriti nella terza edizione del messale, il
libro che ordina - nei riti e nelle preghiere - la celebrazione della
eucaristia. Si tratta per lo più di nuove espressioni verbali che
dovrebbero facilitare la comprensione del messaggio trasmesso.
Probabilmente alcuni resteranno delusi. Si aspettavano una riedizione
che rendesse il rito alla portata di tutti, dei giovani in particolare i
quali , come noto, sempre più sembrano disertare le funzioni religiose.
Mi pare opportuno chiarire alcuni concetti fondanti. La liturgia -
insieme di riti, parole e segni – è il percorso che mette in
comunicazione e quindi coinvolge Dio e il credente.
Ogni comunicazione o incontro esige che i protagonisti intervengano
consapevoli del proprio ruolo. Nella messa e nei sacramenti, ad esempio,
il protagonista è Dio che si fa avanti, precede, agisce, dona . Chi
accoglie l’invito, per non vanificare o sprecare l’occasione, preparerà
un ambiente favorevole che renda l’incontro utile, gioioso, appagante ma
non si sostituisce al protagonista. Ci si presenta a Dio come
recipienti; recipienti adattati, puliti, capaci, saldi, ma recipienti
vuoti che chiedono di essere colmati di quanto si può attingere ad
un’unica sorgente.
Pretendere di adattare ad ogni costo la celebrazione si rischia di
appiattirla a livello di spettacolo rendendola coinvolgente emotivamente
ma svuotandola del contenuto trascendente che le è proprio.
Concluderei questa pur frettolosa riflessione con l’invito a non
privilegiare la forma o l’apparenza della confezione a scapito del
contenuto. Al contrario il valore del dono ricevuto si scopre quando si
riesce, magari con fatica, a liberarlo dalla confezione seppure
attraente. In altre parole: non mancare alla meta distratti dal panorama
offerto dal viaggio.

02/10/2020
Di fronte a certe mie reazioni emotive, passeggere o perduranti, a volte
le sottopongo ad esame: sono frutto di preconcetto pessimismo o di
ottimismo più o meno motivato?
Ragioni per coltivare il primo ce ne sono come pure, d’altra parte,
abbondano motivi per nutrire fiducia e speranza.
Ognuno è condizionato dalla propria esperienza e dal vissuto che ne
hanno plasmato il carattere.
La liturgia dei giorni scorsi ci ha presentato il dramma di Giobbe
divenuto proverbiale per le avversità affrontate. Egli arriva ad
imprecare contro il giorno della sua nascita, se la prende con Dio, con
Lui discute, lo cita in giudizio, ma termina ammettendo: “Comprendo
(Dio) che tu puoi tutto … chi è colui che da ignorante può oscurare il
tuo piano? Davvero ho esposto cose che non capisco … Io ti conoscevo
solo per sentito dire, ma ora i miei occhi ti hanno veduto. Perciò mi
ricredo e mi pento sopra polvere e cenere … Il Signore benedisse il
futuro di Giobbe più del suo passato”.

18/09/2020
Continuo a pensare a Don Roberto Malgesini, prete
di 51 anni, che il 14 settembre è stato ucciso a Como.
Come ogni mattina egli si apprestava a portare, aiutato da un gruppo di
giovani volontari, il buon giorno - accompagnato da una colazione messa
insieme grazie a baristi e panettieri della zona - a quanti avevano
trascorso la notte in ripari di fortuna nel centro storico della città.
Una persona conosciuta, e più volte aiutata, lo ha aggredito e ferito
mortalmente.
Molti e contrastanti i commenti ed i giudizi della opinione pubblica.
In me e soprattutto in coloro che lo hanno conosciuto e seguito domina
la ammirazione e la gratitudine. Ammirazione e gratitudine per la
persona ed anche per la Chiesa di Dio che continua a seminare e
coltivare frutti tanto saporiti

05/09/2020
Alla frequente e comune domanda: “dove andremo a finire?”
, ho sentito che qualcuno ha risposto - con una buona dose di pessimismo
- : “dove siamo ormai arrivati!”.
Eppure il buon Dio, insieme a qualche temporale, continua a salutare il
mondo con il bacio del sole che sorge e tramonta ogni giorno! E’ un
ottimista inguaribile! Non lasciamolo solo!

21/08/2020
Il 22 agosto P. Modesto avrebbe compiuto, o
meglio compie, 63 anni. Compie perché egli vive e non solo
nell’affettuoso ricordo di chi lo ha conosciuto ma nella vita piena che
Dio ha preparato per quanti ha prima messi al mondo. Una vita serena,
quella di P. Modesto. Gioiosa perché accolta con gratitudine e donata
con gioia. Gioia e gratitudine che nascono e si alimentano in Alto. Chi
semina gioia e gratitudine semina amore, e chi semina amore semina Dio.
E trasforma il deserto.

07/08/2020
Quando la realtà ci coinvolge reagiamo con emozioni,
parole, prendendo le distanze o intervenendo con le migliori
disposizioni; secondo le circostanze e le possibilità.
E questo capita ogni volta che ci guardiamo dentro, ci guardiamo
attorno, leggiamo o semplicemente ascoltiamo.
Soprattutto, però pensiamo, o dovremmo pensare, per ricercare cause,
possibili rimedi, atteggiamenti adatti da assumere, provvedimenti da
adottare, ecc …
Non sempre, tuttavia, queste nostre reazioni bastano a rasserenarci, a
risolvere i problemi di fronte ai quali ci sentiamo limitati, incapaci
ed inadeguati.
Allora andiamo oltre, più in alto: alla ricerca di un responsabile che
sembra sordo ai nostri “perché?”, ma che non smette di sostenerci con la
fiducia in Lui.
E questo basta per farci continuare il cammino a testa alta.

23/07/2020
Chi frequenta la messa domenicale si sarà certamente
rallegrato nel sentire, da una fonte autorevole quale è il Vangelo, che
nel mondo non circola solo il coronavirus ma ci sono anche tanti semi
capaci di produrre frutto; c’è grano buono anche se frammisto ad
erbacce; c’è lievito fertile; ci sono tesori e perle preziose anche se
nascosti e a volte sciupati.
Dio è il seminatore la sorgente, la miniera; il campo è il cuore e la
coscienza dell’uomo; gli ostacoli per un adeguato e abbondante raccolto
sono la indifferenza, la superficialità, l’indolenza, la sfiducia,
l’aperto rifiuto.
Ad essi si aggiunge il tentativo del “nemico” che continua ad offrire
altri semi, altro lievito, altri tesori, altre perle.
Gesù è venuto a ripiantare il “seme”, a bonificare il campo, a portare
il vaccino e ci assicura che, se vogliamo, la vittoria non sarà del
male.
E’ necessario che ciascuno riscopra e coltivi il bene ed il positivo che
gli è stato affidato, che si porta dentro; il bene ed il positivo
nascosto o addirittura sepolto nel campo del vicino. Il primo a scendere
nel campo o in miniera è il Signore: Non lasciamolo solo, diamogli una
mano!.

16/07/2020
Non è bene che l’uomo sia solo. Ma guardare agli
altri, aprirsi, interessarsi, entrare in relazione genera altruismo,
come, al contrario, può rafforzare le proprie difese immunitarie, vale a
dire egoismo; puro e gretto egoismo!
Guardare agli altri spinge alla comprensione, al rispetto alla
gratitudine, ma anche al giudizio ed alla condanna.
Abbiamo una regola d’oro per evitare strade e mete fuorvianti: “ama il
prossimo tuo come te stesso”.Ma per amarsi e per amare occorre
riconoscere e valorizzare pregi e difetti propri ed altrui!.

03/07/2020
La lunga e forzata convivenza con il COVID-19 ci
ha ricordato spesso che esistono persone le quali pur risultando
positive - in seguito a specifici esami - sono tuttavia asintomatiche,
non presentano cioè alcun disturbo o sintomo riferibile alla malattia.
Mi è giunta, e mi ha colpito, una riflessione che oso riproporre: “tante
persone, e forse anche noi, risultano dai registri parrocchiali,
battezzati; vale a dire cristiani positivi . Cristiani positivi ma
asintomatici: anonimi, insipidi, inutili, sprecati”.
Gente che esiste senza vivere.
Che peccato!

18/06/2020
Credo che tutti, chi più chi meno, nel corso
della giornata ci “connettiamo”. Parliamo ed ascoltiamo; leggiamo e
mandiamo messaggi e foto; navighiamo guidati dal telecomando o dalla
tastiera del computer. Entriamo nella miniera delle relazioni che ci
arricchiscono come pure potrebbero derubarci. Gli incontri, infatti,
possono completarci come pure impoverirci se giocano sulla
superficialità e sulle emozioni, o se usano il fascino del pensiero
dominante per cancellare la nostra originalità e ridurci a fotocopie.
Mi pare che sia da rivalutare un antico mezzo di comunicazione : la
“carta stampata” , il “libro”.
La lettura, con il suo lento scorrere, aiuta a pensare e a confrontare
con la verità lucente o pallida che ciascuno si porta dentro, quanto
viene scritto e offerto. La lettura impegna a scegliere, a decidere con
discernimento, senza precipitazione.
Si potrebbe dire, parafrasando un noto proverbio, che: “chi trova un
buon libro, trova un tesoro”.

06/06/2020
Per natura siamo socievoli, aperti alla relazione. Chi si
isola, o peggio è tagliato fuori, ne soffre. Perciò ammiriamo chi sa
tessere buone relazioni, mantenere onesti contatti, creare giusti
rapporti.
Potremmo sintetizzare le molte parole a favore della socievolezza con il
proverbio: <chi trova un amico, trova un tesoro>.
Non possiamo però ignorare l’altra faccia della medaglia. Ci accorgiamo
infatti come sia difficile mantenere buone relazioni.
Siamo cioè consapevoli che l’armonia e l’ equilibrio del vivere insieme
si nutrono con il rispetto e l’accoglienza, e che essere in relazione,
ossia “relativi”, può comportare vincoli e legami di dipendenza, dovuti
alla diversità dei ruoli ed alle caratteristiche individuali.
Il bene si costruisce non tanto con la uniformità o uguaglianza ma con
la generosa sussidiarietà e collaborazione che non azzerano ma
valorizzano le doti personali.
Chi continua a dire che è meglio essere soli che male accompagnati forse
non ha sradicato ancora dal proprio orticello la gramigna dell’egoismo e
della presunzione!

28/05/2020
Il 31 maggio del 2017 moriva P. Modesto Paris. Lo
ricordiamo con affetto, ammirazione, rimpianto. Sentimenti che
esprimiamo in mille modi. Vorrei invitare a trasformare il ricordo in
memoria perché mi pare che la memoria spinga con più coerenza alla
imitazione. Pensiamo all'ottimismo, alla condivisione, alla speranza che
avrebbero accompagnato il nostro nel difficile momento che stiamo
attraversando. P. Modesto ci chiede di fare memoria concretizzando
questi suoi atteggiamenti nel nostro quotidiano.
Fare memoria vivendo con trasparenza e generosità che hanno la prima
sorgente nella fiducia in Dio, in Dio Padre.

23/05/2020
Il cammino della “fase due” che stiamo
percorrendo, da una parte ci conferma nella speranza - calano infatti
,seppur lentamente contagi, ricoveri, decessi - ma ugualmente ci
prospetta tempi duri per il lavoro, l’economia e per lo stile di vita
cui eravamo abituati.
Siamo tutti coinvolti , tutti dovremmo sentirci responsabili. Per questo
seguiamo quotidianamente, con interesse, l’evolversi della situazione.
Ma l’attenzione va rivolta anche un altro aspetto, non meno importante.
Parlo dell’aspetto religioso che arricchisce la nostra vita di una
dimensione verticale e che ha risentito e risente, positivamente o meno,
del clima che stiamo vivendo. Anche il cammino con e verso Dio sta
procedendo al passo della “fase due”. Anche in questo cammino c’è il
rischio di indugiare eccessivamente sulle analisi e i conteggi, anziché
andare oltre, e progettare il futuro.
Le due festività, Ascensione e Pentecoste, ricordate dal calendario di
questi giorni ci rassicurano che non saremo soli perché “Io sono sempre
con voi, sempre” anche quando la strada è in salita!

14/05/2020
Certamente conosci il detto: <fare di necessità virtù>.
Massima che può aiutare ad affrontare meglio il periodo che stiamo
vivendo. Il più delle volte, le necessità impongono limiti, rinunce,
privazioni, addirittura cambio di stili di vita. E tutto ciò pesa,
infastidisce, costa. Ma è anche vero che i limiti che ci costringono a
rallentare, a fermarci, a cambiare senso di marcia prevengono cadute,
incidenti ed ostacoli di vario genere. Ebbene, anche dalle situazioni
negative possiamo ricavare qualcosa, e a volte molto, di buono. Tornando
a noi: la sobrietà, la pazienza, il silenzio, il distanziamento fisico e
non solo – ma i problemi attuali condizionano ben più pesantemente –
possono essere riscoperti come occasioni per riordinare la scala di
valori che seguiamo ordinariamente e per eventualmente riequilibrare, le
abituali relazioni e dipendenze che abbiamo con noi stessi, con gli
altri, con le cose, con il mondo e, perché no ?, con Dio. Anche in cima
a steli spinosi può fiorire una splendide corolle di fiori. I fiori
delle virtù che sbocciano sui rami spinosi delle necessità.

05/05/2020
<Lontano dagli occhi, lontano dal cuore !>, recita
un detto popolare per ricordare che alcuni buoni sentimenti del cuore,
rischiano di venir meno quando non hanno la possibilità di esprimersi e
manifestarsi in modo visibile, palpabile.
Ma è ugualmente vero che legami di amicizia, di stima
e di amore possono, con la lontananza fisica, diventare più
disinteressati, più sinceri, più saldi.
Tra le varie vignette circolanti in tempo di Covid-19,
una mi ha fatto particolarmente sorridere e riflettere.
Raffigura un diavoletto il quale, con ghigno e
sarcasmo, si presenta al Padre eterno con un compiaciuto: <ho fatto
chiudere tutte le chiese!>
<E io> - risponde bonario il vecchio Padre - <ne
ho aperto una in ogni casa!>.
Rifletto: <anche in casa mia?>.

28/04/2020
Le reazioni ed
i dibattiti su questioni controverse risentono del carattere e delle
componenti culturali di ciascuno. Bisogna tuttavia evitare che la
propria sensibilità distolga l'attenzione dall'aspetto prioritario delle
situazioni per non correre il rischio di trasformare la crisi in
rivalità- all'interno ed all'esterno della Chiesa - tra schieramenti che
impropriamente siamo portati a catalogare con termini estranei al
vocabolario cristiano. Dimentichiamo per un momento di contrapporre il
decreto circa la "fase 2" e la "reazione" della Cei, e lasciamoci
coinvolgere, direttamente, dalla questione di fondo la quale, in momenti
di crisi, stimola la riflessione e conduce a conseguenti scelte e
decisioni non sempre facili ed indolori.
Da anni le nostre comunità cristiane sono, più o meno vivacemente,
stimolate con il motto-programma: "meno messe e più MESSA". Ora il
pungolo si fa più insistente. Siamo richiamati, dunque, a riscoprire la
sostanza ed il valore della messa prendendo atto che gli “accessori o
accidenti di filosofica memoria” possono mutarsi da validi aiuti ad
impedimenti talora anche fuorvianti . Basti pensare ad alcune messe
celebrate in occasione di matrimoni, funerali, prime comunioni, ecc ...
Partendo con questa determinazione sarà certamente possibile superare
positivamente anche questo aspetto "religioso" della crisi o prova che
stiamo vivendo.
Guai, poi, a dimenticare che anche nel mare in tempesta, sulla barca c'è
Lui il quale sembra dormire. Ma non dorme!
