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(08) “Io sono la porta”

 

 

 

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Un anno giubilare si apre col rito, ormai familiare, della ” Porta santa” a significare che siamo invitati a passare –  pur senza uscirne –  dal nostro mondo a quello di Dio.

Per entrare e per uscire è necessario attraversare una soglia, una porta! Gesù stesso usa questa immagine in un serrato confronto, con i farisei che gli contestano la guarigione di un cieco, fatta di sabato! Il discorso, con termini del linguaggio agreste, rimanda a espliciti passi dell’Antico Testamento nei quali: recinto=luogo di aggregazione; porta=luogo di incontro, scambio e mediazione; pecore=popolo; pastore=guida.  

Il recinto, l’ovile, utili e necessari per custodire e difendere, possono diventare, per opera di “ladri e briganti”, che non usano la porta, una prigione dalla quale solo buon  il pastore libera.

“…Ma essi non capirono … allora Gesù disse loro di nuovo: <in verità, in verità vi dico: IO Sono la porta delle pecore … se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà, uscirà e troverà pascolo. Il ladro non viene se non per rubare, uccidere distruggere: io sono venuto perché abbiano la vita e la abbiano in abbondanza: Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore” (Gv 10, 1…11). Solo passando attraverso “Cristo-Porta”, solo in lui si trova benessere.

Può succedere che il recinto che ci siamo costruito, e nel quale ci rifugiamo, più o meno agevolmente accomodati e fossilizzati, ci impedisca di godere di altri orizzonti o pascoli che il Signore ha progettato per noi.  Se usciamo dalla porta del nostro angusto nido (religiosità sterile!); per correre verso la porta spalancata dal vero Pastore (mondo di fede!) “avremo la vita in abbondanza”.

 Recita il salmo 23 (22):“Il Signore (e lui solo!) è il mio pastore: non manco di nulla. Su pascoli erbosi mi fa riposare, ad acque tranquille mi conduce”.

Sempre  in Gv 14,6 troviamo:  ”Io sono la via, la verità, la vita, nessuno viene al Padre se non per mezzo di me”   e ancora: “Ecco: sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me” (Ap3,20).

Attenti a chi si apre la porta; attenti ad attraversare porta che sola conduce a “pascoli erbosi ed acque tranquille”. Attenti a non sbagliare porta! 

 

 

a cura di “p.angelo@oadnet.org”

 

 

 

 

 

 

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Ultimo aggiornamento: 01-04-25