Un anno giubilare si apre col rito, ormai familiare, della ”
Porta santa” a significare che siamo invitati a passare – pur senza
uscirne – dal nostro mondo a quello di Dio.
Per entrare e per uscire è necessario attraversare una soglia,
una porta! Gesù stesso usa questa immagine in un serrato confronto, con
i farisei che gli contestano la guarigione di un cieco, fatta di sabato!
Il discorso, con termini del linguaggio agreste, rimanda a espliciti
passi dell’Antico Testamento nei quali: recinto=luogo di
aggregazione; porta=luogo di incontro, scambio e mediazione;
pecore=popolo; pastore=guida.
Il recinto, l’ovile, utili e necessari per custodire e
difendere, possono diventare, per opera di “ladri e briganti”, che non
usano la porta, una prigione dalla quale solo buon il pastore libera.
“…Ma essi non capirono … allora Gesù disse loro di nuovo:
<in verità, in verità vi dico: IO Sono la porta delle
pecore … se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà,
uscirà e troverà pascolo. Il ladro non viene se non per rubare,
uccidere distruggere: io sono venuto perché abbiano la vita e la abbiano
in abbondanza: Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria
vita per le pecore” (Gv 10, 1…11). Solo passando attraverso
“Cristo-Porta”, solo in lui si trova benessere.
Può succedere che il recinto che ci siamo costruito, e nel
quale ci rifugiamo, più o meno agevolmente accomodati e fossilizzati, ci
impedisca di godere di altri orizzonti o pascoli che il Signore ha
progettato per noi. Se usciamo dalla porta del nostro angusto nido
(religiosità sterile!); per correre verso la porta spalancata dal vero
Pastore (mondo di fede!) “avremo la vita in abbondanza”.
Recita il salmo 23 (22):“Il Signore (e lui solo!)
è il mio pastore: non manco di nulla. Su pascoli erbosi mi fa riposare,
ad acque tranquille mi conduce”.
Sempre in Gv 14,6 troviamo: ”Io sono la via, la verità,
la vita, nessuno viene al Padre se non per mezzo di me” e ancora:
“Ecco: sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e
mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me”
(Ap3,20).
Attenti a chi si apre la porta; attenti ad attraversare porta
che sola conduce a “pascoli erbosi ed acque tranquille”. Attenti a non
sbagliare porta!
a cura di “p.angelo@oadnet.org”